Di Lorenzo: «Più vicini al lavoratore»
Svolta in rosa per il vertice della Cgil gallurese. «Non dobbiamo essere una macchina per fare iscritti ma luogo di ascolto»
OLBIA. Un sindacato più incisivo e protagonista nelle scelte sociali. E, soprattutto, un sindacato in continuo ascolto. «Più vicino al lavoratore», dice Luisa Di Lorenzo, spiegando l’impronta che intende dare al suo mandato, lei, prima donna eletta alla guida della Cgil Olbia-Tempio, fresca, fresca di nomina. Una svolta in rosa per il vertice dell’organizzazione sindacale gallurese, che vanta comunque un’alta percentuale di donne negli organismi dirigenti (il 70% nella Filcams, ad esempio). Il nuovo segretario generale subentra a Fabio Spano, col quale ha lavorato per cinque anni e mezzo nella segreteria confederale. Alle spalle una lunga attività sindacale, cominciata nel 2003 nella Filcams Cgil.
«Il sindacato non dev’essere una macchina per fare iscritti, ma un luogo dove ascoltare il lavoratore. Non dobbiamo far sentire solo chi chiede il nostro aiuto», ribadisce il neo segretario. Che tra i suoi incarichi nella Cgil, si è occupata a lungo anche degli ammortizzatori sociali in deroga. «In quel periodo ho toccato con mano la disperazione delle persone... Questo mi ha formata parecchio. E forse anche per via dei miei studi, cerco sempre di entrare in empatia con chi mi parla, e cerco di capire come posso dargli una mano». Luisa Di Lorenzo guiderà la confederazione fino al prossimo congresso, nel 2018, con la consapevolezza di avere una grande responsabilità in un territorio difficile, sia per la situazione economica, sia per le annose vicende che riguardano la provincia Olbia-Tempio. Bastano pochi numeri per fotografare l’emergenza lavoro, «numeri che spaventano», rimarca: 18 per cento di disoccupazione in Gallura, con quella giovanile (dai 16 ai 24 anni), che schizza al 47 per cento. Fa riflettere il dato della disoccupazione femminile: 15,50 per cento. «Se rapportato al dato regionale, pari al 19,9 per cento, è positivo – spiega –, ma il numero è falsato dalle assunzioni stagionali che caratterizzano il nostro territorio, ma anche dal fatto che sono diminuite le iscrizioni al Csl: molte donne neppure ci provano a cercare lavoro perché non hanno il supporto necessario dei servizi. Sono costrette a rinunciare. Questo è molto grave».
Lavoro e contrattazione sociale. Lavoro e contrattazione sociale «con un sindacato che abbia maggiore forza nei confronti degli enti locali, a tutela del lavoratore», svettano in cima alle priorità da affrontare. Ma la rosa delle emergenze include anche la riforma degli enti locali e della rete ospedaliera, la vertenza Meridiana e la continuità territoriale. Tutti temi ben noti alla Cgil.
Riforma degli enti locali. «Non ci interessa il nome che verrà dato al nuovo ente intermedio, ma le sue funzioni e competenze, e le risorse che verranno canalizzate a questo territorio – puntualizza il neo segretario – Siamo ovviamente preoccupati per il destino dei lavoratori dell’ex Provincia e dei dipendenti delle società in house, come la Multiss.
Riforma della rete ospedaliera. «Non abbiamo la presunzione di entrare nel merito della riorganizzazione della rete ospedaliera, di cui condividiamo la filosofia (ridurre i costi), ma avere certezze che non siano tagliati i servizi alla cittadinanza. Chiediamo, quindi, alla Regione un maggior coinvolgimento delle istituzioni locali e delle parti sociali, in questo percorso.
Continuità territoriale. «Siamo critici con l’assessorato regionale ai Trasporti per la scelta di eliminare la continuità territoriale 2 sugli aeroporti minori – prosegue – e scettici sulla decisione di dirottare i 30 milioni statali sulla continuità territoriale 1 da garantire anche ai non residenti.
Vertenza Meridiana. Preoccupa e non poco la vertenza Meridiana, «perché la cassa integrazione straordinaria finirà a giugno 2016 e se nel frattempo non interverrà un investitore, tra qualche mese, si dovrà riaffrontare il problema degli esuberi».
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