La Nuova Sardegna

Olbia

Le carte del Carmine riportate in Comune su ordine del sindaco

di Giampiero Cocco
Le carte del Carmine riportate in Comune su ordine del sindaco

«Sono garante di quei documenti» dice Andrea Biancareddu A breve la consegna ufficiale da parte del donatore privato

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TEMPIO. È bastato annunciarne la sparizione e per incanto, come nelle migliori favole, i documenti attestanti la costituzione del Teatro del Carmine sono ricomparsi.

«I documenti originali sulla nascita del teatro cittadino non sono più in bacheca, ma custoditi altrove. L’amministrazione ha disposto lo spostamento prima dei lavori di sistemazione della struttura per preservarne l’integrità e la sicurezza». Sin qui la nota diffusa ieri dal palazzo municipale di piazza Gallura dall’ufficio settore affari istituzionali, messo in allerta dal sindaco Andrea Biancareddu che, ieri, ha chiesto lumi sulla misteriosa scomparsa dei documenti.

«L’intera documentazione, di cui sono garante, è stata depositata in queste ore negli uffici dell’amministrazione comunale, e a breve termine l’importante donazione sarà deliberata con il cedente».

Il giallo dei documenti originali è durato lo spazio di una giornata, anche perché Andrea Biancareddu non ci stava a passare per il sindaco che non avesse a cuore il bene pubblico. La storia dei documenti, e di coloro che li hanno prelevati, all’insaputa di tutti, dalla bacheca del salottino privato all’interno del teatro cittadino, è rinchiusa nella breve ed esaustiva dichiarazione del settore affari istituzionali.

«La struttura tiene a precisare che nessuno, tranne i responsabili del teatro e gli addetti ai lavori, può essere messo a conoscenza, anche per motivi di sicurezza, della nuova collocazione dei documenti. Probabilmente l’equivoco è nato propriò in virtu dell’esigenza di garantire la massima tutela degli importanti beni custoditi». L’amministrazione comunale, dunque, avrebbe gestito lo “spostamento”della documentazione e delle locandine d’epoca in una località segreta al punto tale che è stato necessario l’intervento diretto del sindaco per farli riapparire, come per incanto. «Adesso si dovrà valutare se riportare gli originali in Teatro e sistemarli nella bacheca dove si trovavano oppure se mantenerli ben custoditi e predisporre le copie per la sistemazione nel salottino privato del Carmine perché tutti possano friurne», spiega il documento. L’intero carteggio, per la cronaca, non risulta ancora essere stato incluso tra i beni indisponibili del Comune. Ma ormai è questione di giorni perché questo aspetto venga formalizzato. Da qui la preoccupazione di quanti erano a conoscenza di questo piccolo ma importantissimo particolare (questo è il vero segreto di quei documenti, al punto tale che erano pochissimi addetti ai lavori a saperlo) che non avevano più avuto notizie dell’intero incartamento. Che resterà patrimonio culturale, storico e pubblico della città.

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