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Olbia

Stazza: non dimenticate Rinagghju

Stazza: non dimenticate Rinagghju

L’architetto che progettò il centro benessere propone un piano di recupero in 5 anni

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TEMPIO. Il futuro del compendio di Rinagghju e il suo adeguato e permanente sfruttamento per lo sviluppo economico e sociale della città e del territorio, a distanza di oltre un mese dalla rinuncia della Parrocchia del Sacro Cuore (che l’aveva ottenuto nel marzo dalla precedente giunta comunale in comodato d’uso gratuito), continua a tenere banco nell’opinione pubblica, nelle riunioni politiche e nelle dichiarazioni dei tecnici, qualcuno dei quali, a suo tempo era stato artefice di interventi importanti e costosi che avevano fatto sognare non poco l’alta Gallura.

Il beauty vandalizzato. Fra questi, a esprimere un parere autorevole, c’è anche l’architetto Luigi Stazza, progettista a suo tempo del “Beauty center” ( oggi vandalizzato e ridotto a magazzino), che doveva essere, assieme ad un albergo a cinque stelle e a una serie di strutture sportive, il fiore all’occhiello del compendio, “volano dell’economia cittadina – si diceva allora – e sbocco occupazionale per oltre centocinquanta persone”.

Problemi incombenti. «Quello del compendio di Rinagghju – osserva Luigi Stazza – non è certo il problema più importante oggi sul tavolo degli amministratori tempiesi che devono vedersela con argomenti quali la sanità, minacciata di ridimensionamento, il tribunale per il quale si ipotizza il trasferimento a Olbia o la sua soppressione e infine, per citarne ancora qualcuno, le problematiche legate all'urbanistica, al lavoro, alla scuola e all'approvvigionamento idrico».

La città lontana. «Tuttavia – prosegue Luigi Stazza – credo non si debba lasciar passare il tempo dilungandosi in discussioni quasi sempre sterili e fine a se stesse. I tempiesi si sono ormai allontanati da Rinagghju, un complesso che meriterebbe invece di essere reso fruibile e che, come nel passato, potrebbe tornare ad essere frequentato come una volta. Un contesto ambientale così singolare e pregiato non può essere più trascurato».

Entità del disastro. L’architetto, che il compendio lo conosce perfettamente, nella sua lunga disamina, dopo avere auspicato che si chiarisca, con dati reali alla mano, la vera entità del disastro provocato dall’incuria, dal vandalismo e dai ladrocini, chiede che si passi subito ad un intervento di recupero e ricostruzione.

Addio ambizioni. «Certamente – dice Stazza –, sarà necessario ridimensionare le ambizioni iniziali che avevano portato a pensare che Rinagghju potesse diventare un polo di valenza territoriale, sottovalutando l'aspetto gestionale». Stazza sa che non ci può essere una risoluzione immediata alla vicenda e suggerisce un piano operativo quinquennale con traguardi annuali da raggiungere. (a.m.)

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