L’uomo che disseta la città «La mia acqua è low cost»
Ogni giorno centinaia di cittadini fanno la fila per comprarla a 0,10 euro al litro Da sei anni l’autobotte di Giacomo Carta sosta davanti al parco Fausto Noce
OLBIA. Per tutti è il signore dell'acqua. Da 6 anni alle 8 del mattino, apparecchia il suo negozio liquido nel piazzale del parco Fausto Noce. Giacomo Carta, 58 anni, per lavoro disseta i cittadini. E negli ultimi mesi, da quando a Olbia l’acqua che esce dai rubinetti non è potabile, il via vai di clienti ha subito una impennata. Nel 2010 il signor Giacomo, ex camionista, ha messo su una piccola impresa. Una intuizione di successo. Vendere l’acqua a domicilio a prezzi low cost. «Per anni ho fatto l’autista, il camionista per una ditta di calcestruzzi – spiega –. Poi ho pensato di mettermi in proprio, con i tempi che corrono non si sa mai. È un lavoro che richiede grande professionalità e serietà. L’acqua deve essere controllata, la cisterna igienizzata. La Asl dà come indicazione l’igienizzazione due volte all’anno, io la faccio una volta al mese».
Ogni giorno Carta si arrampica con il suo camion cisterna fino a Tempio. La sua acqua arriva “Dai graniti di Gallura” come recita lo slogan impresso sul retro del suo mezzo. Precisamente dal Monte Limpas, tra i comuni di Aggius e Tempio. Un carico quotidiano di alcune migliaia di litri. «Tutti i giorni, escluso il mercoledì e il sabato sono qui, nel piazzale davanti al parco Fausto Noce, dalle 8 alle 14 – racconta l’uomo dell'acqua –. Mi piace il mio lavoro. Con i miei clienti ho un rapporto che va oltre il semplice commercio. Faccio anche un po’ il prete, li ascolto, li consiglio». Basta passare una mezzoretta davanti alla cisterna di Carta per avere conferma di quello che dice. I clienti lo salutano con il sorriso, come fosse uno di casa. Poi gli raccontano un po’ della famiglia, del lavoro, dei problemi. Per ognuno di loro ha una parola gentile e una battuta. Nel frattempo posiziona bottiglie e bidoni sotto i rubinetti. L’acqua sfusa costa 10 centesimi al litro. Un prezzo basso rispetto a quella imbottigliata. Un aiuto per i portafogli degli olbiesi in questi mesi di grande sete. Eppure ci sono persone che hanno difficoltà a pagare anche quei pochi spiccioli. Il signor Carta spesso la regala. «All'inizio avevo un semplice camion con una cisterna – racconta –. Prima di me questo lavoro lo faceva mio cugino. Ho fatto degli investimenti importanti per migliorare il servizio. Non c'è un solo rubinetto che non sia in acciaio 304». Commerciante istrionico e gentleman. Quando arrivano le clienti va incontro e le aiuta a prendere bidoni e bottiglie dalle macchine. Poi una volta riempiti, le risistema nei bagagliai. «Certamente l’ordinanza di non potabilità dell’acqua ha fatto aumentare il numero di clienti – aggiunge –. Ma ha contribuito anche il fatto che sia rimasto da solo in città. Il collega che stava in via Roma non c’è più. Prima mediamente servivo 150 persone, oggi molte di più». E per chi vuole conoscere le proprietà dell’acqua sfusa in vendita Carta consegna la copia delle analisi di laboratorio. «Non c’è nulla di male a chiedermele, anzi è giusto che la gente sappia cosa beve – afferma –. Come sulle bottiglie vendute supermercato esiste l’elenco delle sostanze contenute nell’acqua, così è giusto che anche io fornisca le giuste informazioni sul prodotto che vendo. La fiducia tra me e i miei clienti è fondamentale. Se anche solo una volta dovessi vendere acqua non in regola avrei finito di lavorare».
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