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Olbia

Baratta, gli abitanti terrorizzati: vogliamo subito un rione sicuro

Baratta, gli abitanti terrorizzati: vogliamo subito un rione sicuro

Una delegazione ha incontrato il sindaco: «Piano Mancini? Sì, ma nel frattempo servono nuove opere» Giovannelli assicura: «Troveremo una soluzione immediata per lo smaltimento delle acque bianche»

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OLBIA. Cercano un’ancora di salvezza per ritrovare la serenità. Chiedono di trovare una rapida via di uscita, con la realizzazione di nuove opere, per vivere di nuovo sicuri e per non dover convivere con il terrore di essere travolti di nuovo dall’acqua.

La disperazione, nel quartiere Baratta, il più danneggiato dall’ultima alluvione, è fortissima. Chi continua ad abitare in via Lazio e dintorni, è circondato da paratie e protezioni di ogni genere. Ma in molti se ne sono andati, perché non avevano più la possibilità di sistemare un’altra volta la casa: qualcuno ha trovato un appartamento in affitto, altri possono ancora contare sull’ospitalità di persone o imprese generose. Però non vogliono e non possono andare avanti così. Lo hanno detto al sindaco Gianni Giovannelli, ieri pomeriggio, in un incontro che si è svolto in Comune, a cui hanno partecipato anche il capo dell’ufficio Urbanistica Tino Azzena e l’assessore ai Servizi Sociali Rino Piccinnu.

«Va bene il piano Mancini, va bene qualunque progetto,ma questo rappresenta un futuro che non è domani. Noi pensiamo al presente e nel nostro presente c’è un quartiere insicuro. Serve trovare una soluzione immediata, perché non vogliamo trovarci di nuovo sott’acqua. Una situazione drammatica che abbiamo rivissuto lo scorso 1° ottobre, ancor prima che il rio Siligheddu esondasse: alle 8,30 del mattino di quel giorno, infatti, c’erano già quaranta centimetri d’acqua e quel fiume improvviso non arrivava dal canale che è poi esondato ma da via Amba Alagi».

«Una soluzione verrà trovata - ha garantito il sindaco - e il primo passo che si potrà compiere, come lo stesso capo del settore Urbanistica ha confermato, riguarderà lo smaltimento rapido delle acque bianche attivando delle pompe di sollevamento che consentiranno un facile deflusso».

Vogliono poter ricominciare a sperare, gli abitanti del rionea Baratta, anche perché molti di loro hanno dovuto chiedere i prestiti persino per acquistare le paratie pur di garantirsi un minimo di protezione. E a questo proposito è arrivata anche una proposta, da alcuni abitanti, «affinché vengano esentati dalle imposte comunali e regionali fino a un valore pari a quello speso per la messa in sicurezza dei beni».

I carichi di solidarietà, anche a Baratta, sono arrivati. E gli abitanti continuano a dire grazie al mondo del volontariato. Ma anche loro, ancora oggi, non possono fare a meno di ricordare e «contestare i criteri adottati dalla Croce Rossa per distribuire i contributi della prima alluvione. Io ho ricevuto 1433 euro - ha raccontato un rappresentante della delegazione di Baratta -: a poca distanza da casa mia vive una famiglia che aveva avuto meno danni ma che ha ottenuto 9mila. Il motivo che ci ha spinto a chiedere l’incontro con il sindaco è quello di mettere in sicurezza il quartiere Baratta, ma non possiamo dimenticare che oltre a un doppio e immenso danno, abbiamo subito anche la beffa». (s.p.)

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