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Olbia

il decalogo

No alla plastica, solo arredi fatti in legno, acciaio e vetro

No alla plastica, solo arredi fatti in legno, acciaio e vetro

OLBIA. L’obiettivo del Regolamento è ottenere una città progressivamente più ordinata e decorosa, con vantaggi di immagine e di qualità urbana. Per il Comune occorreva disciplinare l’utilizzo del...

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OLBIA. L’obiettivo del Regolamento è ottenere una città progressivamente più ordinata e decorosa, con vantaggi di immagine e di qualità urbana. Per il Comune occorreva disciplinare l’utilizzo del suolo pubblico, e occorreva farlo dettando regole ben precise. Ecco, quindi, il Regolamento, frutto di un lungo studio voluto dall’assessore all’Urbanistica Carlo Careddu.

Stabilisce criteri di occupazione, dimensioni (superficie, lunghezza, profondità e altezza massime consentite), materiali da utilizzare per gli arredi e per le perimetrazioni, siano esse separè o fioriere. È vietato ad esempio l’uso di arredi in plastica (tranne nei casi di particolare qualità del design). È ammesso l’acciaio, il metallo, il legno, il materiale lapideo e il vetro. Tavoli e sedie dovranno essere coordinati fra di loro, nei materiali, nei colori e nello stile. I colori dovranno essere tenui.

Per ottenere l’autorizzazione da parte della polizia locale per l’occupazione del suolo pubblico, occorre produrre la documentazione che attesti il rispetto delle nuove disposizioni. È consentita l’occupazione dei marciapiedi purché sia lasciato libero lo spazio per il transito pedonale (non inferiore a 1, 40 metri). No all’occupazione della sede stradale con i dehors sulle strade a traffico intenso e nelle aree in cui vige il divieto di sosta per i veicoli. Possono essere autorizzati solo coloro che somministrano in loco alimenti e bevande (bar e ristoranti), non le attività artigianali. L’attività di controllo da parte della polizia locale non è ancora cominciata e tante sono le proteste già arrivate al comando di Poltu Quadu, ma anche in Comune. «Abbiamo ricevuto numerose proteste da parte degli esercenti che non potranno rinnovare l’autorizzazione per l’occupazione di aree pubbliche perché il Regolamento non glielo consente più – spiega il comandante della polizia locale, Gianni Serra –. Abbiamo quindi deciso di chiedere all’amministrazione se intenda rivedere alcune prescrizioni o introdurre deroghe temporali. Siamo in attesa che si pronunci, il che avverrà necessariamente in questi giorni. Dopo di che partiranno le verifiche». (t.s.)

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