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Olbia

Tentato omicidio a Olbia, annullata la condanna

Gli inquirenti sul luogo del delitto
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Gli inquirenti sul luogo del delitto

Antonio Mameli era accusato di aver sparato al suo inquilino. Ribaltata la sentenza in Cassazione

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OLBIA. Annullata la sentenza di condanna e processo da rifare per la rideterminazione della pena. Così ha deciso la corte di Cassazione riaprendo la partita giudiziaria sul tentato omicidio compiuto in via San Michele, a Olbia, quattro anni fa. Antonio Mameli, pensionato oggi 67enne, la notte dell’11 gennaio 2012, aveva sparato al volto con una pistola scacciacaniun suo inquilino nell’abitazione di via San Michele, rione Santa Mariedda. Ferito gravemente, Roberto Porceddu, 43 anni, ingegnere originario di Pula ma residente in città, era stato trasportato all’ospedale Giovanni Paolo II di Olbia e poi trasferito di Sassari, nel reparto di chirurgia maxillo-facciale. Antonio Mameli era stato arrestato dai carabinieri, accorsi nella grande casa di via San Michele, con l’accusa di tentato omicidio. Ad armare la mano del pensionato sarebbero stati i dissapori con il suo inquilino circa il mancato pagamento (o il pagamento in ritardo) dell’affitto di casa. Una situazione diventata di giorno in giorno sempre più tesa. A conferma della tensione, le cronache di quei giorni riportano scritte minacciose rivolte contro lo sparatore, apparse sul muro esterno della casa.

Per il tentato omicidio Porceddu, Antonio Mameli era stato condannato dal gup del tribunale di Tempio a 12 anni di reclusione. La sentenza era stata confermata dalla corte d’appello di Sassari che aveva però ridotto al pena a 10 anni. Comunque una condanna esemplare che i giudici di primo e secondo grado avevano motivato con la particolare determinazione dell’uomo, che aveva sparato per uccidere. L’altro ieri, però, la svolta in Cassazione: la corte ha annullato la sentenza di condanna accogliendo le istanze dei difensori di Mameli, gli avvocati olbiesi Antonello Desini e Nicola Di Benedetto, che avevano sempre contestato la tesi accusatoria e l’entità della pena. «Davanti alla corte di Cassazione – hanno commentato gli avvocati difensori – sono state sottolineate tutte le criticità della sentenza di condanna emessa dalla corte d'appello di Sassari e in particolare la notevole entità delle pena comminata ad Antonio Mameli certamente non in linea con quanto emerso nel corso delle due fasi di giudizio. Siamo contenti che la Cassazione abbia annullato la sentenza di condanna disponendo il rinvio ad altro giudice per una congrua e minore determinazione della pena». (m.b.)

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