Beatificazione di Padre Vico, al via l’iter
Il vescovo Sebastiano Sanguinetti apre oggi nella cattedrale di San Pietro l’inchiesta diocesana
TEMPIO. Oggi alle ore 18, nella cattedrale di San Pietro, la Chiesa di Tempio Ampurias vivrà un momento importante della sua lunga storia. Il vescovo Sebastiano Sanguinetti, presiederà la sessione di apertura dell’ inchiesta diocesana per la beatificazione di un sacerdote gallurese Padre Salvatore Vico, nato alla Maddalena nel 1896, morto a Tempio nel 1991. Una bella figura di presbitero che ha attraversato il secolo scorso lasciando nella realtà ecclesiale e sociale un’importante traccia e testimonianza per la sua profonda spiritualità e per il gran numero di opere sociali che riuscì a mettere su per andare incontro alle emergenze del suo tempo.
Diventato sacerdote nel 1919, in anni davvero difficili per l’Italia e la Gallura in particolare, si rimboccò le maniche davanti al gran numero di orfani ed aprì, con delle volontarie, un orfanotrofio e poi aiutò gli emarginati, in particolare i portatori di handicap. Sorse forte in lui l’esigenza di evangelizzare il mondo dei pastori, meritò per questo il titolo di “apostolo degli stazzi”, quando nel 1923 celebrando messa ad Aratena, nell’ agro di Telti, all’ombra di una quercia, ebbe l’ispirazione che occorreva dedicarvisi e per questo fondò la Congregazione delle Missionarie figlie di Gesù Crocifisso. Ma quell’idea di apostolato maturata in Gallura, non si fermò ai piedi del Limbara. Lo portò nel 1966 ad inviare le sue figlie nelle zone più povere dell’Africa e del Brasile. Alla base di questa missionarietà, che dalla Gallura è arrivata sino alle terre più lontane c’è la vita di un sacerdote innamorato di Cristo la cui personalità oggi diventa di grande attualità.
Per le sue cento suore, quel nullaosta arrivato l’8 maggio 2015, dalla Santa Sede per avviare la causa di beatificazione è una grande responsabilità. «Ringraziamo il Signore – ci dicono alcune suorine di Padre Vico – che ci ha fatto dono di un Padre secondo il suo cuore. Dentro di noi c’ è tanta gratitudine e ci sentiamo per questo provocate ad essere sempre più sante».
Stasera, in cattedrale, ci saranno tanti che lo hanno conosciuto, le forze vive del laicato cattolico e della vita sociale dei centri in cui le sue suore hanno operato. La chiesa sarda sarà rappresentata da due vescovi che hanno preceduto nella sede di Tempio monsignor Sanguinetti, l’arcivescovo di Sassari monsignor Paolo Atzei e monsignor Pietro Meloni, vescovo emerito di Nuoro e monsignor Mauro Morfino, vescovo di Alghero Bosa. (p.z.)
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