La Nuova Sardegna

Olbia

Agricoltori infuriati: «Siamo tartassati»

Le organizzazioni di categoria si rivolgono alla Regione: «Manca l’acqua e i costi sono lievitati»

2 MINUTI DI LETTURA





OLBIA. Un paradosso grava sugli agricoltori galluresi: l’acqua nel Liscia è sempre di meno ma il prezzo dei ruoli consortili è da record. Una situazione che ha spinto Coldiretti, Confederazione Italiana Agricoltori e la Confagricoltura a riunirsi aer chiedere alla Regione Sardegna, e in particolare all'assessorato regionale all'Agricoltura, maggiore attenzione e risposte più celeri. Proprio perché il bacino contiene poca acqua, il Consorzio di Bonifica della Gallura è costretto a un razionamento dell’acqua per l'irrigazione. E a partire dal mese di marzo lo stesso Consorzio potrebbe non essere in grado di garantire i quantitativi d'acqua necessari. «I costi di manutenzione - dice Giosuè Brundu, direttore generale del Consorzio di Bonifica della Gallura - dovrebbero essere a carico della Regione per il 95% ma nel 2014 ha versato solo il 78% della quota. Così il 22% dei costi di manutenzione sono a carico degli agricoltori». Una variazione di non poco conto. «Il costo dell'acqua deve essere un costo certo - sostiene il presidente del Consorzio Marco Marrone. È improponibile e insostenibile per chiunque, e ancora di più per il mondo agricolo, vivere con questa incertezza».

A peggiorare la situazione, ci sono gli esiti delle due alluvioni del 2013 e del 2015 che hanno causato la rottura di alcuni dei canali che dalla diga portano l'acqua a valle. Queste perdite sono stimate nel 35% della portata e comportano uno spreco inammissibile. Anche in questo caso la Regione Sardegna si è limitata al versamento di un piccolo anticipo. Per ovviare a queste contingenze il Consorzio di Bonifica ha sottoposto alla Regione due soluzioni: la prima, utilizzare le acque prodotte dai principali impianti di depurazione del comune di Olbia che attualmente finiscono in mare, pari a 12 milioni di metri cubi. La seconda, servirsi delle acque fluenti presenti in alcuni corsi d'acqua. Ma da Cagliari non è giunta risposta.Per questo Giambattista Manduco di Coldiretti Gallura, Gregorio Raspitzu di Confagricoltura e Gian Piero Branca e Michele Orecchioni della Confederazione italiana agricoltori chiedono che «la Regione si assuma le proprie responsabilità nella gestione del Consorzio di Bonifica della Gallura. È impensabile che i costi di gestione delle reti idriche debbano gravare sulle spalle degli agricoltori locali».- Da qui la richiesta di un incontro a breve con l'assessore regionale o con gli organi competenti affinché si risolva al più presto questa difficile situazione

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google

Primo Piano
Maltempo

Meteo Giuliacci, ciclone in arrivo: piogge intense e temperature in picchiata

Le nostre iniziative