Liscia, neve inutile l’invaso è al minimo
Ci sono 30 milioni di metri cubi d’acqua, livelli mai così bassi A rischio l’erogazione nei tanti paesi della Bassa Gallura
LURAS. Nonostante le nevicate dei giorni scorsi, il livello del bacino del Liscia non è cresciuto. La poca acqua che è entrata è uscita per i consumi giornalieri e per placare la sete dei terreni aridi. Ma, cosa importante, almeno non sta diminuendo il livello dell’acqua, come stava succedendo nel periodo scorso. L’allarme non cessa e, a detta degli esperti, l’autonomia, se la situazione non cambierà, è di 10/12 mesi in stagione normale. Se l’estate dovesse avere il boom di turisti del 2015 si dovrà intervenire diversamente.
I dati degli ultimi anni sono poco confortanti. Quest’anno, a metà mese di gennaio, si parla di poco più di 30 milioni di metri cubi d’acqua presenti nell’invaso artificiale del Liscia. Per capire la situazione è importante conoscere i dati degli anni scorsi. Nello stesso periodo del 2015, erano tra i 35 e i 37 i milioni di metri cubi d’acqua presenti. Fino a tre anni fa il regime era addirittura di 100 milioni di metri cubi: nel giro di tre anni se ne sono persi più di 60 milioni. Questa portata si è registrata dal 2008 fino al 2012 circa. Poi il calo drastico, dal 2012 fino a quest’anno. I 100 milioni di metri cubi d’acqua si sono registrati dopo il collaudo, alla presenza dell’allora assessore regionale ai Lavori pubblici, Carlo Mannoni. L’invaso era gestito dal Consorzio di Bonifica.
Adesso l’acqua entra con il contagocce. Si tratta del livello minimo mai raggiunto. E’ record negativo dall’inverno 2000/2001. Dei quasi 106 milioni di metri cubi del collaudo massimo, se ne contano poco più di 30 milioni, stando agli ultimi rilevamenti, di questi giorni, all’interno della struttura della diga. I Comuni che ricevono l’acqua dal bacino lurese sono tanti: Santa Teresa Gallura (con le frazioni di Porto Pozzo, Porto Pollo e Ruoni), Palau, Bassacutena, Luogosanto, Loiri Porto San Paolo, Olbia, Porto Rotondo, Golfo Aranci, Arzachena (con i borghi di Cannigione, Portisco, Baia Sardinia e Porto Cervo) e Telti. L’acqua arriva addirittura alle porte del centro abitato di San Teodoro. Un bacino, dunque, importante durante tutto l'anno che diventa vitale per il turismo, per i servizi ai milioni di vacanzieri che arrivano, ogni anno, in Gallura.
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