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Olbia

Fronte unito della Gallura per salvare l’Authority

Fronte unito della Gallura per salvare l’Authority

Le forze politiche denunciano la continua perdita di sedi importanti dello Stato Il Pd: «Non ci sono governi amici». Fi: «Il territorio non è preda di scorribande»

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OLBIA. Come Terry Malloy anche Olbia vuole imboccare la strada della ribellione, liberarsi dall’abbraccio (almeno per chi lo ha stretto) di un governo politico affine a quello della città e imporre la propria voce su una decisione che non può essere spiegata né giustificata con le logiche di potere. Terry, il personaggio interpretato da Marlon Brando nel 1954, è la Olbia di oggi che vuole unire le forze per respingere al mittente la chiusura della Port Authority, un’altra postazione dello Stato cancellata per decreto dal Consiglio dei ministri nella tarda serata di mercoledì.

Ad aprire questo “Fronte del porto” e chiedere uno slancio unitario della comunità è il Partito democratico, nella componente che fa riferimento al parlamentare Gian Piero Scanu, attraverso un documento firmato dalla segretaria Angela Corda, che non lascia dubbi sulla scelta di campo. «Non esistono governi amici – è la valutazione – quando scelte legislative sbagliate nel metodo più ancora che nella sostanza, nefaste e illogiche ai danni della città di Olbia non tengono conto minimamente della realtà dei numeri e del dinamismo del territorio». La riorganizzazione delle autorità portuali, che insedia l'unica sede a Cagliari, come la riforma degli Enti locali in discussione nel Consiglio regionale e la attuale legge elettorale regionale «incostituzionale» sono provvedimenti, dice Angela Corda, «che rappresentano nel loro insieme un freno per il nostro territorio, mortificano la rappresentanza della Gallura e relegano la nostra comunità ad un ruolo marginale per i prossimi anni». Da qui la strada percorribile, secondo il Pd, è nell’unità del territorio: «È arrivato il momento di raggruppare il coro delle proteste della Gallura in un' unica voce e in un'unica forza per contare di più nelle sedi politico-istituzionali. Basta con le eccessive frammentazioni delle dichiarazioni. Occorre passare alle azioni organizzate di tutto il territorio in difesa della Gallura».

La disponibilità a sostenere queste battaglie da parte del Pd, trova toni critici nei banchi dell’opposizione, nel settore di Forza Italia, che attribuisce alla giunta comunale la responsabilità di avere «offerto agli sguardi interessati di certi gruppi di potere non solo regionali, l'immagine di una terra di nessuno, aperta a qualsiasi razzia». I consiglieri comunali Tiziano Pinna, Michele Fiori,Marco Piro, Giovanni Casalloni, Marzio Altana non hanno dubbi: «Il decreto che cancella l’Autorità portuale «rappresenta il sigillo sul certificato di assoluta irrilevanza della città di Olbia e della sua classe politica. Olbia, in poco meno di dieci anni, è passata da un sicuro destino di guida del nord Sardegna a facile preda di tutte le scorribande e spoliazioni da parte del governo regionale e nazionale». Le ragioni di questo crollo sono, sostengono, almeno tre: «l’evanescenza dell’amministrazione comunale, la sparuta pattuglia dei consiglieri regionalii rappresentanti sardi nel Parlamento, spesso ultimi nelle classifiche di produttività e incapaci di conseguire il benché minimo risultato a favore del territorio che li ha espressi». Gianni Ricciu, consigliere comunale di Autonomia democratica, attacca: «Stiamo assistendo ad una zonizzazione territoriale con relativa destinazione d'uso dei suoli, una sorta di grande Piano urbanistico su base regionale ma con la sola clausola di creare zone di seria A e zone di serie B. Siamo assoggettati ad un insieme di eventi che dovrebbero perfezionare gli assetti geografici ed economici dei territori sardi ma, di fatto stanno producendo vincoli e produrranno scompensi a qualsiasi livello». Mentre, osserva Gianni Ricciu, al nostra Gallura, su base nazionale, è probabilmente l'unico territorio con caratteristiche di omogeneità. sotto tutti i profili. Il decreto sull’Autorità portuale è, denuncia il consigliere comunale, «un altro affronto per il nord Sardegna», anche perché «in termini di numeri la Gallura è il propulsore generante di qualsiasi forma di sviluppo; un catalizzatore di interessi su base regionale, nazionale e mondiale». (gpm)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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