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Olbia

Olbia, il Cipnes perde in tribunale sugli oneri di urbanizzazione

Marco Bittau
L'autocarrozzeria al centro del contenzioso giudiziario
L'autocarrozzeria al centro del contenzioso giudiziario

Un artigiano titolare di un officina meccanica ha vinto la causa: il pagamento è dovuto al Comune e non al consorzio

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OLBIA. Come Davide e Golia, il piccolo artigiano di Cala Saccaia ha sconfitto in battaglia il gigante Cipnes. Niente spade e sangue, ma tanta carta bollata, perché certe battaglie si combattono in tribunale, a Tempio. Da una parte Francesco Migliore, artigiano titolare di un’avviata officina meccanica in via Capoverde, nel cuore dell’area industriale di Olbia; dall’altra il consorzio industriale che riunisce gli imprenditori insediati. In mezzo il braccio di ferro sul pagamento al Cipnes o al Comune degli oneri di urbanizzazione primaria per l’ampliamento dell’officina. Il giudice del tribunale, Paola Ferrari Bravo, ha accolto il ricorso presentato dall’artigiano (assistito in giudizio dall’avvocato Giommaria Uggias), ha annullato l’atto unilaterale che impegnava Francesco Migliore a pagare gli oneri al Cipnes, ha dichiarato che nulla è dovuto al consorzio industriale che, anzi, dovrà rifondere le spese legali all’artigiano.

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La vicenda risale al 2010. L’artigiano aveva richiesto al Comune l’attivazione del procedimento amministrativo per il rilascio delle autorizzazione per l’ampliamento della sua azienda. Nonostante l’ampliamento fosse conforme alla pianificazione urbanistica e industriale, il Cipnes non aveva espresso il suo parere di conformità in quanto l’artigiano non aveva sottoscritto l’atto d’obbligo a garanzia degli interventi urbanistici. Per effettuare i lavori Migliore si era quindi trovato costretto a sottoscrivere un atto unilaterale per il pagamento al Cipnes delle urbanizzazioni, per un importo calcolato e imposto unilateralmente dallo stesso consorzio. Solo a quel punto era arrivato il parere di conformità. Ma anche la citazione in tribunale.

Conclusa la causa è arrivata una sentenza (immediatamente esecutiva, peraltro) di portata storica, che mette in discussione i rapporti tra il consorzio e le imprese. Infatti, la sentenza scava un solco netto affermando che «deve escludersi che l’attribuzione al Cipnes della funzione di progettazione e realizzazione delle opere di urbanizzazione primaria abbia per ciò soo comportato che il consorzio abbia anche il potere di esigere dal privato il pagamento in suo favore degli oneri di urbanizzazione normativamente dovuti al Comune». Inoltre, la sentenza potrebbe adesso generare un effetto a catena con tanti altri imprenditori pronti a presentare ricorso contro gli atti unilaterali di pagamento al Cipnes degli oneri di urbanizzazione primaria. Al netto dell’impugnazione della sentenza, c’è il rischio concreto che il consorzio industriale si trovi costretto a restituire soldi alle imprese e, in buona sostanza, a rivedere i suoi conti.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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