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Radiologia, un’altra dose di innovazione

Radiologia, un’altra dose di innovazione

Installati una Tac a 128 strati e lo strumento per fare la Moc. In continua crescita le prestazioni

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OLBIA.

Tecnologia e innovazione: parole d’ordine per il dipartimento di Radiologia della Asl che vede migliorare la qualità dell’assistenza e aumentare l’attività. Quest’anno sono state eseguite (tra Olbia, Tempio e La Maddalena) ben 142.038 prestazioni che equivalgono a un 2,7% in più rispetto al totale registrato lo scorso anno. «Numeri importanti, raggiunti grazie all'impegno e alla professionalità dai nostri operatori e, soprattutto, al continuo investimento in formazione e tecnologie», spiega Salvatore Ortu, direttore sanitario della Asl.

Da pochi giorni è entrata in funzione al Giovanni Paolo II anche la Tac a 128 strati: «Uno strumento super moderno - spiega Vincenzo Bifulco, che guida il dipartimento ospedaliero dei servizi diagnostici ed è direttore della Radiologia all’ospedale olbiese - che dà un’irradiazione inferiore della metà rispetto alla generazione precedente. Non solo. E’ stato installato anche il densitometro osseo, di cui la Asl non era ancora dotato, che serve per fare la Moc: ovvero, un esame che consente di verificare la quantità di calcio presente nelle ossa. Un’apparrecchiatura che viene utilizzata soprattutto per le donne in menopausa perché, come è noto, a causa del cambiamento del metabolismo e dell'assetto ormonale, vanno incontro a osteoporosi con rischio di fratture dei vari segmenti scheletrici ma soprattutto delle vertebre».

Sempre per il "Giovanni Paolo II" è stata aggiudicata la gara per l'acquisizione di una Dentalscan Cone Beam: «Un innovativo apparecchio Tac - aggiunge Bifulco - che permette di studiare le arcate dentarie al fine di pianificare interventi di implantologia: anche in questo caso la dose è 20-30 volte inferiore rispetto alle tac classiche».

Per Tempio invece è stata aggiudicata la gara d'appalto per l'acquisto di una Tac a 32 strati, espandibile a 64, da installare al Paolo Dettori.

E mentre la Asl continua a investire anche in informatica per far viaggiare on line le immagini effettuate nei tre presidi ospedalieri, consentendo di "trasferirle" dalla radiologia agli altri reparti in tempo reale (rendendole visibili anche alla Neurochirurgia e alla Chirurgia maxillo facciale di Sassari), sono state già raggiunte in due mesi 459 prestazioni con la radiologia interventistica: «Un altro traguardo fondamentale - continua Bifulco - perché, per esempio, siamo in grado di risolvere i problemi cui vanno incontro i pazienti dializzati o i diabetici».

Si lavora tanto, in radiologia, ma senza sprechi. I medici del reparto olbiese lavorano un numero di ore superiore a quella che è la media nazionale, ma tutti fanno il loro dovere. E anche le apparecchiature vengono utilizzate al massimo. Tra l’altro gli specialisti di Olbia vanno a turno in trasferta alla Maddalena e pure questo è segno di organizzazione efficace.

Anche nella Asl 2 (è fisiologico che sia così), gli esami di radiologia tradizionale diminuiscono, mentre aumentano tac (1418 in più nel 2015 rispetto al 2014) e risonanze magnetiche (1000 in più).

Crescono, insomma, gli esami eseguiti con le tecniche all’avanguardia. (s.p.)

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