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Olbia

Satta: siamo nel centrosinistra, sì alle primarie di coalizione

Satta: siamo nel centrosinistra, sì alle primarie di coalizione

L’Upc celebra il congresso cittadino e guarda al rinnovo del consiglio comunale. Al voto il 12 giugno «Olbia deve ritrovare il ruolo di faro per tutta la Gallura, ma in piena integrazione con il territorio»

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OLBIA. Di che ha bisogno una città che ha fatto i conti con tre alluvioni in cinque anni? «Innanzitutto del fatto che le responsabilità dell’accaduto vanno cercate dove sono, perché non appartengono all’attuale amministrazione comunale della città». Lo sostiene Antonio Satta, padre fondatore e segretario nazionale dell’Upc, unione popolare cristiana, chiamata a celebrare il proprio congresso cittadino a pochi mesi dal rinnovo del governo e del consiglio comunale di Olbia (la data delle elezioni ancora non è stata decisa ma si voterà probabilmente il 12 giugno). Nelle parole del già assessore regionale e parlamentare c’è già un bel giudizio di fonte Upc sulla qualità del governo locale di centrosinistra guidato dal sindaco Giovanni Giovannelli e di cui l’Upc è partner.

Il partito di Antonio Satta non prende tempo per verificare gli accadimenti della vigilia e scegliere in ultimo la postazione più favorevole per determinare maggioranze, ma ha una posizione nitida: «Stiamo nel centrosinistra, condividiamo lo strumento delle primarie di coalizione e vi parteciperemo con un nostro candidato autorevole e stimato». Applausi dalla sala affollata da osservatori e rappresentanti delle altre formazioni politiche già oggi alleate. Graziano Asara, segretario del circolo Pd di recente battesimo e di ispirazione affine all’esponente politico Nardino Degortes, vede con favore le primarie di coalizione e si spinge a prporre un “patto di fine legislatura” per la maggioranza.

Dunque, nessuna esigenza di virare dagli assetti di governo in città e alla Regione, dove l’Upc è presente nelle giunte con proprie delegazioni (l’assessore a Olbia è Gesuino Achenza, del gruppo consiliare fanno parte Massimo Putzu, Enza Tucconi, Benedetto Cristo, Rita Pileri). C’è anche un’idea precisa sulla composizione degli esecutivi prossimi: metà donne e metà uomini.

«La città ha però necessità di una nuova classe dirigente, che possa lavorare con serenità e impegnarsi per il rilancio del lavoro». Soprattutto stia in campo per difendere il ruolo-guida di Olbia in piena integrazione nel territorio, dice il presidente provinciale del partito Stefano Scano, convinto che più di tante guerre parziali risolverebbe i problemi un collegamento viario veloce tra Olbia e l’Alta Gallura. Del resto, la definizione scelta per caratterizzare il congresso dice tutto: “Olbia faro della Gallura”. Non per gettarsi nelle battaglie di campanile con le altre aree dell’isola. «No, il fatto è – spiega Satta – che la posizione di Olbia dà fastidio a tanti: è inaccettabile sentir dire “è cresciuta troppo, fermiamola”».

Su questo tracciato prende corpo la valutazione di Pierfranco Zanchetta, consigliere regionale dell’Upc, per il quale «la Gallura deve avere il riconoscimento sostanziale di territorio capofila in Sardegna, nel quale rappresenta la vera area strategica. Ciò deve avvenire nell’ambito di un richiamo ufficiale del governo nazionale alla specificità dell’isola». Temi trattati poi con brevi richiami nei numerosi interventi del dibattito interno. (gpm)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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