La Nuova Sardegna

Olbia

“Giornata della memoria” a Calangianus

di Pietro Zannoni
“Giornata della memoria” a Calangianus

Celebrata per la prima volta. Ospite Federica, figlia di Girolamo e Bianca “Giusti tra le nazioni”

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CALANGIANUS. Anche in paese è stata celebrata la “Giornata della memoria”. Cerimonia che si è svolta per la prima volta, come ha spiegato il delegato alla Pubblica istruzione Ivano Bertolucci, aprendo la manifestazione. «Abbiamo celebrato per la prima volta la “Giornata della memoria” – ha detto – perché un giorno, nello scolastico notai disegnata una svastica sul muro. Dialogando con la dirigente Pinuccia Mura, mi resi conto che gli autori non sapevano cosa rappresentasse. Decisi così di promuovere questa manifestazione, con il patrocinio del Comune». L’appuntamento è stato onorato due giorni fa. E hanno accolto il suo invito l’Auser, l’Anpi, e lo stesso Istituto comprensivo.

Ospite d’onore della manifestazione, Federica, Sotgiu figlia di Bianca Ripepi, autrice del libro “Da Rodi a Tavolara, una storia da raccontare”. Libro che rievoca la storia d’amore di due giovani, il padre, lo storico Gerolamo Sotgiu e la madre Bianca, i quali meritarono di essere iscritti tra i “Giusti tra le nazioni” per aver salvato dalla deportazione una bimba ebrea a Rodi, dove vivevano, nel 1944 falsificandone i documenti e facendola passare per figlia. È stata una mattina in cui gli alunni della locale scuola media e le classi terze di Luras hanno presentato brani significativi del libro, recitato poesie famose come “Se questo è un uomo” di Primo levi o Scarpette rosse di Brecth. Una lezione di storia, di educazione civica, di solidarietà per capire cosa significa condividere dolore ed angosce non poi dissimili da ciò che in certe aree si vive oggi. Già dal saluto del sindaco Loddo, della presidente dell’ Auser Romano e dal presidente Anpi Piccinnu l’invito era a non dimenticare la “Giornata della memoria” perché la Shoah ci interroga anche oggi. Bravi gli alunni, preparati dalle docenti Oggiano, Baraqueddu e Melis, nel presentare i testi. L’ospite, la professoressa Sotgiu ha presentato la figura dei genitori, il loro modo di spendersi davanti ad una situazione che a Rodi si faceva sempre più difficile e che ha segnato la loro esistenza e quella dei figli. Tornati alla vita normale, ha raccontato la donna, quando ad esempio durante le cene con gli amici, si accennava a quegli anni, quando a Rodi si vedevano alunni e conoscenti sfilare per le vie per essere portati in Germania o quando si vedeva per le strade la sofferenzaa delle persone che morivano di fame, il silenzio calava sui presenti. «Era una ferita non emarginata».

Finale con un insegnamento: « Ragazzi, ricordatevi che siete importanti, perché nella vostra vita dovete diventare protagonisti in un mondo senza differenze di razza».

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