La sede di piazza Mercato fa il pieno per Peppino Mela
OLBIA. Proseguono gli incontri sulla sanità organizzati dal movimento L’Altra Olbia. Venerdì la sede di piazza Mercato ha registrato il tutto esaurito. Dopo la prima uscita di Franco Pala, primario...
OLBIA. Proseguono gli incontri sulla sanità organizzati dal movimento L’Altra Olbia. Venerdì la sede di piazza Mercato ha registrato il tutto esaurito. Dopo la prima uscita di Franco Pala, primario di rianimazione al Giovanni Paolo II, questa volta è toccato a Peppino Mela, primario di ortopedia.
Davanti a un uditorio in cui erano rappresentati un po’ tutti i movimenti politici, e alla presenza anche del sindaco di Olbia Gianni Giovannelli, Mela ha parlato del suo libro «La sanità italiana». Un titolo impegnativo, ma l’ortopedico ricorda di aver scritto «una sorta di vademecum, contenente numeri e diritti istituzionali, quelli contenuti nella costituzione italiana e nelle leggi europee, la biomedicina. Insomma l’insieme delle regole che riguardano la sanità che in genere non si conoscono e che invece tutti dovrebbero imparare».
Nell’esposizione di Peppino Mela è stata trattata anche la realtà gallurese, supportata da numeri e tabelle. «Ho fatto conoscere dei dati reali – aggiunge l’ortopedico di origine buddusoina –, per far capire come la sanità in Gallura ha avuto delle opportunità di crescita importanti che invece sono state sinora, come dire, frenate».
Soddisfatto dell’esito della serata Marco Balata, ispiratore del movimento l’Altra Olbia che si propone di partecipare alla tornata elettorale per il rinnovo del consiglio comunale di Olbia. «Anche stavolta – ricorda Balata – hanno partecipato tante persone. Significa, insomma, che la politica dell’ascolto e dell’esposizione dei problemi della città che stiamo perseguendo interessa parecchio».
«Abbiamo puntato molto – continua Marco Balata – sul tema della sanità, visto che le problematiche sono molteplici e perché c’è in ballo anche una riforma sanitaria che, al momento, non ci convince molto».
Fra le manchevolezze, Balata sottolinea l’assenza del reparto di terapia neonatale. «I bambini che nascono sotto le 34 settimane di gestazione vengono portati a Sassari perché appunto da noi non c’è alcuna possibilità d’assistenza».
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