La Nuova Sardegna

Olbia

Il sostegno degli educatori agli alunni con disabilità

di Dario Budroni
Il sostegno degli educatori agli alunni con disabilità

A causa dei problemi finanziari della Provincia anche il loro servizio è a rischio «Non forniamo solo assistenza didattica, ma favoriamo anche l’integrazione»

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OLBIA. Ci mettono cuore e competenze. Lavorano tra i banchi di scuola, studiano la migliore strategia per favorire l’apprendimento, funzionano da mediatori e scavalcano i confini della didattica. Sono gli operatori del servizio di assistenza agli studenti con disabilità. Gli stessi che rischiano di essere mandati a casa, con la conseguente perdita del diritto di studio per 142 alunni delle scuole superiori della Gallura. Così adesso gli operatori vogliono dire la loro. Soprattutto per raccontare la loro professione (che in pochi conoscono) e per parlare di un servizio che non può essere tagliato.

Servizio a rischio. La Provincia, ormai un ente semi-fantasma, non riesce più a dare una continuità ai servizi di assistenza scolastica specialistica e trasporto. E questo perché la Regione, in un contesto di assoluta incertezza che riguarda gli enti locali, non è in grado di dare troppe garanzie. Si va avanti a colpi di proroghe. Per adesso i fondi riescono a coprire tutto febbraio, forse anche marzo. Soldi che la Provincia gira alle scuole, che a loro volta si rivolgono alle cooperative di operatori, educatori in primis.

Cuore e lavoro. Dunque adesso intervengono direttamente loro. «Ci teniamo a far capire l’importanza del nostro lavoro – spiega un gruppo di giovani e appassionate educatrici -. Perché il nostro servizio è a rischio, non c’è una continuità. E se dovesse essere tagliato, a rimetterci saranno i ragazzi che noi seguiamo». Le operatrici sono tutte qualificate: una laurea in tasca, spesso anche un master e una specializzazione. «Non forniamo solo assistenza, ma supportiamo il ragazzo in tutto e per tutto. Non ci fermiamo alla pura didattica, andiamo oltre per studiare tutte quelle strategie che favoriscono l’apprendimento – spiegano in coro –. E spesso diamo un altro tipo di sostegno: lavoriamo per convincere quei ragazzi demotivati a non lasciare la scuola. Inoltre forniamo un supporto pedagogico anche in collaborazione con gli insegnanti. È importante creare un ambiente favorevole attorno al ragazzo».

Punto di riferimento. Gli educatori sono fondamentali, per il ragazzo disabile ma anche per l’intero ambiente scolastico. «Un intervento sul comportamento, per esempio, aiuta innanzitutto il ragazzo. Ma ne beneficiano tutti – continuano le operatrici -. Perché anche in questo modo si favorisce l’integrazione e si educa alla disabilità, una cosa non del tutto semplice. Insomma, funzioniamo un po’ da mediatori. Infine cerchiamo sempre di fare rete tra noi, scuola e famiglia. Diventiamo un punto di riferimento anche per i genitori».

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