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Olbia

Sul palco le donne che fanno la differenza

Sul palco le donne che fanno la differenza

Successo del convegno organizzato dalla Fidapa. Tante storie di talenti in rosa di oggi e di ieri

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OLBIA. Donne che parlano di donne. Che raccontano le loro fatiche, il loro impegno, i loro traguardi. Tante storie di donne che hanno colpito nel segno e che hanno dato lustro al loro paese. Perché, come ha scritto la Fidapa nazionale illustrando il tema sul quale lavorare in questo biennio «l’obiettivo è quello di offrire un’ulteriore opportunità per confermare la capacità delle donne di fare la vera differenza».

La Fidapa di Olbia, guidata dalla presidente Redenta Enne, ha subito accolto e condiviso il messaggio e deciso di organizzare una serie di incontri. Il primo, che ha riscosso un enorme successo, si è svolto sabato al museo archeologico e si intitolava “lo sguardo e l’impegno delle donne fanno la differenza” Per parlare di donne speciali di oggi e di ieri, sono state scelte tre grandi relatrici: Maria Antonietta D’Alessandro, insegnante al liceo Gramsci, Eugenia Tognotti, docente universitaria e Marisa Marrosu, primario al Binaghi di Cagliari.

E così Maria Antonietta d’Alessandro ha ricordato la figura della nonna Antonietta Tola, primo medico condotto donna di Olbia. Erano gli anni ’30 e in quel periodo le disagevoli condizioni del territorio costringevanoi medici a numerosi sacrifici. Ma Antonietta Tola, donna di grande coraggio e determinazione, è andata avanti per la sua strada, senza esitazione: si è laureata a Roma, è tornata a Olbia e ha scelto di mettere al servizio della collettività le proprie incredibili capacità accademiche e professionali, che le avrebbero garantito riconoscimenti a livello nazionale.

«La città di Olbia, tuttavia, può andare anche oggi orgogliosa delle sue donne di talento e le socie Fidapa vogliono ringraziare anche Eugenia Tognotti e Marisa Marrosu», ha detto Redenta Enne. La prima, autrice di importanti studi sulla paleopatologia dedicata al mondo femminile, ha sottolineato «quanto la ricerca trascurasse proprio il mondo femminile. Quando si studiavano le malattie sui resti umani, lo si faceva solo su quelli maschili, non comprendendo quante informazioni in più potessero arrivare anche lavorando su quelli delle donne».

Marisa Terrosu, invece, creatrice in Sardegna di un centro di eccellenza per la sclerosi multipla, malattia che colpisce severamente soprattutto la popolazione femminile, ha raccontato un percorso, cominciato quasi per caso, diventato poi la sua ragione di vita.

La Fidapa ha infine ospitato sul palco Maria Laura Muroni, presidente dell’associazione “Zero 46 sclerosi multipla”. Un’altra importante iniziativa, tutta in rosa, destinata a diventare l’unico e importante punto di riferimento per i malati di sclerosi multipla nel territorio. (s.p.)

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