Viaggi tra disagi per gli studenti pendolari
Gli alunni dei paesi scrivono all’Arst: «Pullman vecchi e quando piove apriamo gli ombrelli a bordo»
D’AGULTU. Non avrebbero voluto farci l’abitudine, ma quella che doveva essere un’eccezione, alla fine, è diventata una regola. Per cinque anni, tanti quanti sono gli anni delle scuole superiori che stanno per portare a termine, hanno viaggiato su pullman male in arnese. Alle classiche fatiche del pendolare (svegliarsi di prima mattina, recarsi puntualmente alla fermata, far di tutto per trovare un sedile libero e raggiungere la scuola prima dell’inizio della lezione) si è spesso sommato il disagio di un viaggio scomodo e incerto. Di questo, in una lettera indirizzata ai vertici dell’azienda regionale, si lamentano molti studenti che giornalmente prendono il pullman per raggiungere Tempio dai centri della Gallura interna.
«Con questo - scrivono gli studenti nella loro lettera - sono 5 lunghi anni che per recarci a scuola affrontiamo una sveglia che suona inesorabilmente alle sei. Si sa, vivere in un piccolo paese ha i suoi limiti, e se uno vuole continuare a studiare, qualche sacrificio lo deve pur fare. In fondo la nostra è una bella età e il viaggio in autobus può essere un’occasione per socializzare e divertirsi. Lo hanno già fatto i nostri genitori prima di noi e spesso ci hanno raccontato con un sorriso di quei loro allegri viaggi sul pullman degli studenti. Bei tempi. Ci dicono che negli anni ’70 gli studenti avevano un autobus tutto loro che non faceva fermate intermedie e consentiva di tornare a casa anche un’ora prima. A noi tutto ciò sembra un sogno!»
Gli anni son passati, ma la situazione non è migliorata. «Oggi gli autobus sono gli stessi di allora (a volte anche in senso letterale!), tanto che possiamo leggere ancora i vecchi graffiti dei ragazzi sui sedili. Già, i sedili. Talora staccati dalla loro sede naturale, offrono la possibilità di dondolarsi, proprio come una sedia a dondolo (altro che cinture di sicurezza!). Se poi capita una giornata di maltempo, non è raro trovarli fradici di acqua piovana; così come è facile vedere noi ragazzi con gli ombrelli aperti all’interno dei pullman». Nel lungo elenco delle cose che non vanno rientrano anche la lentezza dei viaggi, il cattivo odore e l'usura dei mezzi, il sovraffollamento e il costo di un biglietto che non è garanzia di qualità. (g.pu.)
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