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Maschere di solidarietà: il parroco si veste da cowboy

Maschere di solidarietà: il parroco si veste da cowboy

MONTI. "Predica bene e razzola male", recitava l'antico adagio che mal si addice però al parroco di Monti, don Pierluigi Sini, in prima fila nell’allegra baraonda del carnevale. Nel nome della...

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MONTI. "Predica bene e razzola male", recitava l'antico adagio che mal si addice però al parroco di Monti, don Pierluigi Sini, in prima fila nell’allegra baraonda del carnevale. Nel nome della solidarietà, naturalmente. Così è successo che nella giornata di Giovedì grasso, definita in paese "Laldajolu", primo appuntamento con il carnevale, un gruppo di volontari in maschera, come da antica tradizione, è andato in giro fra le vie del centro abitato bussando alle porte della abitazioni per ricevere un'offerta. Nei secoli scorsi il ricavato della questua serviva per i poveri del paese, dal dopoguerra ai nostri giorni la raccolta di fondi è detsinata invece a favore della casa di riposo gestita dalla parrocchia. Vista la nobile vausa il ha voluto dare l'esempio unendosi ai volontari in maschera per dare il proprio contributo. Così don Pigi, come amichevolmente viene chiamato dai suoi parrocchiani – seguendo le indicazioni di Papa Francesco, che indica spesso i preti da strada a fianco dei poveri – ha voluto partecipare in prima persona alla questua, sempre fruttuosa grazie alla grande generosità della comunità montina. Per l'occassione, indossati i panni di un improbabile cowboy, rigorosamente sopra quelli talari, con umiltà, spirito di servizio e carità cristiana, non ha risparmiato energie nel porta a porta. Poi ha dovuto lasciare l’allegra comitiva per impegni ecclesiali.(g.m.)

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