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Olbia

Re Giorgio in affari: c’è il tutto esaurito per hotel e ristoranti

di Angelo Mavuli
 Re Giorgio in affari: c’è il tutto esaurito per hotel e ristoranti

Tempio, primo bilancio della sei giorni di festeggiamenti Sabato notte c’è stata la massima affluenza di pubblico

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TEMPIO. Mentre la sei giorni carnevalesca si avvia ormai alla fine (domani re Giorgio verrà condannato e bruciato, colpevole suo malgrado dei mali che hanno afflitto e continuano ad affliggere la città), è arrivato il momento di cominciare a tirare le somme di una manifestazione che non può essere considerata solo ed esclusivamente ludica, da “bruciare” nel passaggio fulmineo di una sei giorni che meriterebbe invece di essere anticipata con fantasia e inventiva e con altrettanta fantasia ed inventiva allungata.

Un segnale delle potenzialità economiche che il carnevale potrebbe offrire alla città ed al territorio si è avuto nell’incredibile ultimo sabato, vigilia dell’effimero matrimonio di Re Giorgio con la bella Mannena. Già animata nelle due precedenti giornate dagli artisti di strada, alcuni dei quali di altissimo valore, come dimostra il loro curriculum artistico e culturale, la città sabato notte, sin dalle prime ore, si è animata come mai. Piazza Gallura, via Roma superiore, piazza Italia, corso Matteotti, via Gramsci, largo De Gasperi, la stessa Fonte Nuova, solitamente deserta durante l’inverno, alle 23 apparivano stracolme di gente in festa. Alcuni mascherati con costumi di ogni foggia, altri vestiti normalmente ma tutti manifestamente contenti di esserci e divertirsi stando assieme. Stracolmi tutti i locali i cui proprietari od esercenti, finalmente, non si lamentano e con un ampio sorriso dicono di avere vissuto un notte magica. Certo una rondine non fa primavera, ma notti simili si ricordano ancora. Ci riferiamo per esempio ad alcune edizioni della Festa della Padda, a qualche edizione del Carnevale estivo (non l’ultima del luglio scorso, assolutamente da dimenticare), quando assieme ai carri allegorici invernali si facevano sfilare decine di gruppi etnici dei carnevali sardi: Boes e Merdulese di Ottana, Mamuthones e Issohadores di Mamoiada, sos Maimone e sos Intintos di Olzai, su Mascadore di Padru, i Thurpos di Orotelli, su Harreseahare di Lodine, sa Teula di Lodè, s’Urthu di Fonni ed i Tamburinos di Gavoi, solo per citarne alcuni, elementi che suscitano la curiosità dei turisti. Ma gli esempi di iniziative, ormai troppo lontane ed anche sporadiche potrebbero continuare. In estrema sintesi, da quanto sta accadendo in questo carnevale occorrerebbe sicuramente imparare qualcosa. Sicuramente cominciare a pensare in grande. abbandonando i provincialismi che anche in questo carnevale hanno fatto capolino e pensare ad arricchire la città con iniziative debitamente pubblicizzate e catalizzatrici di interesse da parte del grande pubblico.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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