Il giudice: "Legittimi gli slacci di Abbanoa eseguiti a Olbia e La Maddalena"
Il tribunale di Tempio ha giudicato corretta la procedura dell'ente gestore. I due utenti, un condominio di Tilibbas e una società isolana avevano accumulato debiti, il primo per 78mila euro, il secondo per 8mila
OLBIA. Per il tribunale di Tempio sono legittimi gli slacci dell'acqua eseguiti da Abbanoa su un condominio di Olbia e su una società di La Maddalena. Il gestore idrico aveva avviato la procedura di slaccio: la prima utenza, in località Tilibas, aveva accumulato un debito di oltre 78mila euro. Dopo aver inviato numerosi solleciti, nel settembre del 2015 erano arrivati i sigilli. I titolari dell’utenza aveva presentato ricorso e in via provvisoria avevano ottenuto il temporaneo riallaccio con un provvedimento d’urgenza “inaudita altera parte”, ancor prima di confrontarsi con la controparte e cioè Abbanoa. L'avvocato di Abbanoa, Giuseppe Macciotta, ha fatto valere le sue ragioni: il codominio non aveva mai regolarizzato la sua posizione, i titolari non avevano mai fatto la voltura e l’utenza risultava ancora intestata a un’altra società. Il giudice ha condannato il condominio a pagare l'importo dovuto, di oltre 78mila euro e 3mila euro di spese legali.
Con un debito di oltre 8mila euro una società di La Maddalena, sosteneva di aver diritto a uno sconto del 50 per cento per i periodi di non potabilità, all’applicazione di una tariffa differente e alla prescrizione di alcune fatture. Anche in questo caso il tribunale di Tempo ha confermato la legittimità dell’operato di Abbanoa. Le attuali normative non prevedono una tariffa differente per i periodi di non potabilità mentre sul fronte delle prescrizioni Abbanoa ha dimostrato di aver inviato i solleciti di pagamento nei tempi dovuti.
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