«Il sindaco? Dovrà essere trasparente»
Il primo cittadino uscente traccia l’identikit del candidato ideale: impegno a tempo pieno e niente conflitti d’interesse
OLBIA. Un sindaco a tempo pieno, che ami Olbia e non abbia conflitti di interesse. Il primo cittadino uscente, Gianni Giovannelli, disegna l'identikit del candidato sindaco della città. E lo fa senza filtri, con la serenità di chi non deve sterilizzare parole e pensieri per paura di perdere consensi. Alla fine del mandato Giovannelli andrà a fare il nonno. Un addio sereno alla vita politica.
Lavoro full time. Per Giovannelli il futuro sindaco dovrà amare davvero Olbia. E in virtù di questo grande sentimento dedicarsi a lei e ai suoi abitanti in modo totale. «Olbia ha bisogno di un primo cittadino a tempo pieno – afferma –. Non di un sindaco che le dedichi i ritagli di tempo del proprio lavoro, magari tra un viaggio a Roma e Cagliari. Amministrare questa città richiede un impegno costante. Non è pensabile che una persona che ha una professione o un’attività riesca ad avere anche la giusta concentrazione per amministrare. Fare il sindaco è un impegno totalizzante, almeno io l’ho vissuto così. Olbia è una città complessa, non una piccola realtà. E chiaro che la mia preferenza va per quel candidato che saprà organizzare la propria vita mettendo al centro la comunità».
Olbia grande amore. Il futuro sindaco dovrà avere Olbia nel cuore. «Per qualsiasi cittadino che ami la propria città, al di là delle amarezze e delle avversità che si incontrano durante il mandato, credo che non ci sia più grande soddisfazione di fare il sindaco – afferma Giovannelli –. Ed ecco perché dico che è fondamentale amare Olbia, considerarla un bene prezioso e dedicarsi a lei senza risparmiarsi».
Conflitto di interesse. Non ha dubbi Giovannelli. Chi amministrerà per i prossimi cinque anni deve farlo con un solo obiettivo. Il bene della città. «E per fare questo non deve avere conflitti di interesse – conclude Giovannelli –. E se si trova in una potenziale situazione di questo tipo deve mettere da parte gli affari personali. Perché se una persona che vuole fare il sindaco ha un conflitto evidente e non fa nulla per rimuoverlo, non c’è cosa peggiore della commistione tra attività personali e pubbliche. I cittadini hanno bisogno di potersi affidare ad amministratori trasparenti».
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