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Nasce un sodalizio artistico tra la Gallura e l’Africa

Nasce un sodalizio artistico tra la Gallura e l’Africa

TEMPIO. Nel nome dell’arte possono prendere corpo i progetti più arditi. Una dimostrazione viene dal sodalizio artistico che l’artista gallurese Mario Pischedda ha attivato con la scrittrice...

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TEMPIO. Nel nome dell’arte possono prendere corpo i progetti più arditi. Una dimostrazione viene dal sodalizio artistico che l’artista gallurese Mario Pischedda ha attivato con la scrittrice sudafricana Stacy Hardy. Foto e immagini (ma, in realtà, opere) realizzate da Pischedda corredano l’ultimo lavoro della Hardy, una raccolta di piccole storie, una sorta di romanzo stratificato come una serie di racconti, dato alle stamp’e dall’editore londinese Pocko People. È stata proprio la casa editrice ad individuare in Pischedda la fonte ideale per commentare iconograficamente il testo della narratrice sudafricana.

Un compito che Pischedda ha assolto con notevoli risultati grazie alla qualità dei suoi scatti, sintesi, come sempre, di solido sperimentalismo, essenzialità e ricerca di significati. Merito di Pischedda è anche la scelta del titolo, condivisa dall’editore inglese e accettata pienamente dall’autrice: “Because the night”, proprio come la sigla di "Fuori orario" e la nota canzone di Patty Smith, le cui atmosfere potrebbero fare da colonna sonora al testo della Hardy. Chi legge “Because the night” non può non fare i conti con le immagini di Pischedda. È quanto, recensendo l’opera, ha giustamente annotato la critica americana Noy Holland sulle pagine di “Rain Taxi”. “Immagini elettrizzanti”, ha detto la critica, perché cariche di energia e bagliori: “cosmiche fessure”, “frattali”, “appigli illuminati”. Queste fungerebbero, insomma, da richiamo tra una storia e l’altra, contribuendo alla costruzione generale della trama.

Un invito a nozze per il modo di fare arte di Mario Pischedda, che nell’immagine cerca anche la testualità, la plurivalenza del senso e il trasporto iconico. «È stata una grande soddisfazione – dichiara Pischedda – perché nel web i miracoli sono possibili; internet è una bella vetrina e la f/oto/grafia è un bello strumento per veicolare pensieri, non ha bisogno di traduzione, ed ecco perché privilegio questo mezzo; lo scritto ha bisogno di essere tradotto ovvero di essere tradito, le foto stanno in piedi da sole, possono esser lette in Inghilterra come in Cina come in Papuasia e d'altronde non è forse vero che stiamo vivendo nell'epoca delle immagini e dei selfie?» Dell’opera di questo singolare binomio di artisti si stanno occupando anche gli studenti di una classe del Liceo “Dettori” guidati da Masina Depepru, insegnante d’inglese, in una non facile opera di selezione e traduzione. Chi volesse leggerla potrà facilmente trovarla su internet, la grande rete da cui ha d'altronde preso corpo. (g.pu.)

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