Il consiglio di disciplina assolve il medico Grussu
L’accusa: gli obblighi del dipendente Asl sarebbero stati violati con un’intervista Archiviato il procedimento nei confronti dello specialista, segretario del Cimo
TEMPIO. Accusato di avere rilasciato una intervista a una emittente televisiva senza previa autorizzazione dell’Asl e per questo trascinato di fronte all’Ufficio procedimenti disciplinari dell’Azienda sanitaria di Olbia, Sandro Grussu, medico dell’Unità operativa di Nefrologia e Dialisi del Paolo Dettori e Segretario provinciale del Cimo (Confederazione Italiana Medici Ospedalieri ), si è visto assolvere dall’accusa di violazione degli obblighi del dipendente con conseguente archiviazione del procedimento.
Genesi. La storia ha inizio il sette dicembre dell’anno scorso, quando all’indomani di una intervista televisiva di Sandro Grussu che aveva espresso il suo disappunto sulla paventata cancellazione del Punto nascita, esaltandone peraltro l’alta qualità del servizio, il direttore sanitario Salvatore Ortu informava dell’accaduto l’Ufficio procedimenti disciplinari dell’Azienda, ravvisando possibili violazioni degli obblighi e dei doveri del dipendente. Lo stesso Ortu veniva quindi incaricato di effettuare tutte le opportune indagini e valutazioni sulle dichiarazioni rilasciate da Grussu.
Audizione. Il 28 dicembre dello scorso anno, al termine della lunga istruttoria che vedeva coinvolte nelle indagini sull’accaduto, diverse figure dell’Asl di Olbia, dipendenti e assunti part time, il medico sotto inchiesta, veniva invitato a presentare entro quindici giorni le sue giustificazioni e quindi veniva convocato per l’audizione in aula di disciplina per il 5 di febbraio. L’ufficio giudicante era composto da Franco Pala, presidente dell’ufficio procedimenti disciplinari, Carlo Randacio e Pietro Masia, come componenti ed Eleonora Mandaresu in qualità di segretaria verbalizzante. Sandro Grussu invece, era difeso dagli avvocati Mario Baltolu Gianfranco Grussu e Maria Elena Inzaina.
Violazioni. Fra le accuse rivolte al medico, oltre il fatto di non avere chiesto l’autorizzazione per l’intervista, anche quella di avere consentito la ripresa all’interno dell’Unità Operativa di Ostetricia e Ginecologia, inquadrando mamme e bambini. Nel dibattimento le tesi accusatorie sono state smantellate una per una. Fra le altre cose i legali hanno dimostrato che il medico non ha rilasciato l’intervista in orario di lavoro, ma durante un permesso sindacale, che l’intervista non era stata rilasciata in ospedale ma nell’ufficio del sindaco Biancareddu, dove era in corso una riunione operativa per organizzare la difesa del Punto nascita del Dettori e che nel corso delle indagini dell’Ufficio procedimenti giudiziari, hanno operato persone non dipendenti e non abilitate ad investigare e soprattutto a raccogliere dati sensibili.
Archiviazione. Con protocollo n. 6137 del 16 febbraio, l’Ufficio procedimenti giudiziari, a firma di Franco Pala, Carlo Randaccio e Pietro Masia ha ritenuto che Sandro Grussu non abbia commesso alcuna violazione ordinando quindi l’archiviazione.
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