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Olbia

Miracolo sul lungomare, ma è una strada a rischio

di Dario Budroni
Miracolo sul lungomare, ma è una strada a rischio

Le barriere “new jersey” non bastano: un errore alla guida e si finisce in acqua Per l’amministrazione comunale quello di mercoledì mattina è un caso limite

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OLBIA. Il rischio di finire dritto in acqua, dopo aver spostato un blocco di cemento con la forza delle ruote motrici, non è poi così basso. Due mattine fa, per esempio, in pieno centro si è sfiorata la tragedia. Una giovane donna è improvvisamente volata in mare a bordo della sua vecchia utilitaria, rischiando di annegare imprigionata dentro l’abitacolo. Significa che il tratto di lungomare di via Redipuglia, dal monumento dei caduti fino ai pressi del molo Bosazza, non rappresenta il massimo della sicurezza. È infatti una area piuttosto trafficata ma delimitata da una barriera di new jersey evidentemente non così insuperabile. Pesanti blocchi di cemento che però non resistono alla forza di una automobile in fase di partenza.

Tragedia sfiorata. Mercoledì mattina, a pochi metri dal pilone che sorregge la sopralevata, una auto guidata da una giovane marocchina di 33 anni, Jellita Khadija, è caduta in mare. La donna deve la vita a due passanti: l’olbiese Salvatore Desini e Mohammed Maachi, marocchino. I due, infatti, hanno assistito alla scena e non hanno perso tempo: con coraggio si sono tuffati nell’acqua gelida, traendo in salvo la ragazza qualche secondo prima dell’inabissamento dell’auto (poi ripescata da una gru dei vigili del fuoco). «L’intervento dei due uomini è stato davvero provvidenziale – spiega Gianni Serra, comandante della polizia locale, intervenuto sul posto insieme ai suoi agenti -. Sono riusciti a salvare la donna giusto in tempo. Subito dopo, infatti, l’auto è andata sott’acqua».

La dinamica. Jellita Khadija ha raccontato di aver inserito la retromarcia e che la sua auto, a quanto pare con qualche problema di natura tecnica, sarebbe invece schizzata in avanti, spostando addirittura un blocco di cemento per poi finire dritta in mare. Ma non è da escludere che la donna, che ha preso la patente solo lo scorso ottobre, abbia commesso un errore di manovra ingranando la prima anziché la retromarcia. Per fare luce sull’accaduto gli uomini della polizia locale visioneranno le immagini registrate dalla telecamera di un bar vicino.

Scarsa sicurezza. Il fatto è accaduto esattamente nell’area di sosta di via Redipuglia, di fronte all’ex caserma dei vigili del fuoco. Un piazzale che dà su un mare con un fondale di circa 3 metri. È una zona solitamente presa d’assalto dagli automobilisti a caccia di parcheggi. Ma il problema è che l’area è delimitata solo da una serie di new jersey in cemento. Pesanti ma non invincibili: basta urtarli con violenza e insistenza per rischiare di cadere in acqua. Un errore di manovra, un malore o un guasto dell’auto, potrebbe così trasformarsi in tragedia. Inoltre nella zona, senza ringhiera o guardrail lungo il molo, sostano e compiono le loro manovre anche numerosi pullman, che ogni mattina arrivano in città carichi di studenti pendolari.

Caso limite. L’area è di competenza dell’Autorità portuale. E solo qualche mese fa, in vista della realizzazione del nuovo lungomare, è stata data in concessione al Comune. Ma secondo Davide Bacciu, assessore ai Lavori pubblici, quello dell’altra mattina è un caso limite. «C’è già una barriera di new jersey, non possiamo costruire una muraglia di cemento armato – spiega -. Purtroppo contro l’errore umano si può fare poco o niente. Secondo me non esiste alcun allarme sicurezza».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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