I pescatori con Pili contro la svendita del mare sardo
SANTA TERESA. Nuova protesta del parlamentare Mauro Pili (Unidos) contro l’accordo Italia-Francia sulla delimitazione delle acque per la pesca. Al suo fianco ci sono diversi pescatori teresini....
SANTA TERESA. Nuova protesta del parlamentare Mauro Pili (Unidos) contro l’accordo Italia-Francia sulla delimitazione delle acque per la pesca. Al suo fianco ci sono diversi pescatori teresini. Insieme hanno programmato per la prossima settimana una manifestazione in mezzo al mare, ai confini con le Bocche di Bonifacio. E se sarà necessario, annunciano un blocco del traffico marittimo lungo il confine delle acque internazionali. Nonostante le recenti rassicurazioni della Farnesina, dopo gli episodi del peschereccio ligure sequestrato dalla Francia e di quello sardo cui era stato intimato di uscire dalle acque territoriali francesi, i pescatori locali chiedono a gran voce che i confini tra Sardegna e Corsica non vengano modificati. «Ho messo in vendita, o meglio sto svendendo barca e attività – dice Antonio Nicolai, uno degli operatori presenti all'incontro con Pili sulla banchina in cui sono ormeggiati i pescherecci –. Ho una pescheria, ma il futuro è incerto». Pili chiede ancora una volta la revoca dell'accordo internazionale. «È illegittimo e fuori da qualunque regola – ribadisce –. Continuiamo a tenere in piedi la vertenza, abbiamo programmato una manifestazione alla settimana». Incalza il locale coordinatore di Unidos, Gianni Usai. «La mobilitazione dimostra che i pescatori sono intenzionati a intraprendere azioni eclatanti. Si tratta di un furto di Stato. La Sardegna non è una colonia da svendere». (w.b.)
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