La stazione rinasce grazie alla cultura
Arzachena, nell’edificio dell’Arst verrà allestito un museo L’Anemos ha vinto la gara di appalto e i lavori sono in corso
ARZACHENA. Una seconda vita per la stazione ferroviaria. Non si animerà più solo d’estate con le fermate del trenino verde. Per tutto l’anno buona parte della struttura ospiterà un museo e un centro polivalente con attività culturali, archeologiche e didattiche. Ci sarà anche un info point. Protagonisti del progetto sono tre giovani soci della cooperativa Anemos: Pietro Scarpa, Sonia Pala e Silvia Pitturru. Il gruppo da molti anni gestisce, fra l’altro, servizi di guide specializzate nei siti archeologici ed escursioni naturalistiche in Gallura.
Accordo con l’Arst. La riconversione parziale del bianco edificio della stazione, realizzato più di 85 anni fa, immerso nel verde paesaggio in località Tiana, è stata possibile grazie a una convenzione sottoscritta dalla Anemos con la Arst. La Anemos ha vinto una gara, bandita lo scorso anno dall’azienda regionale dei trasporti, alla quale avevano partecipato in cinque. «L’accordo è stato siglato a gennaio – racconta Pietro Scarpa, uno dei soci –. È slittato rispetto alla data in cui abbiamo vinto l’appalto perché era a ridosso del periodo estivo e la struttura prima di aprire i battenti necessita di alcune manutenzioni che sono a nostro carico». La Anemos gestirà per quattro anni la stazione. «Paghiamo un affitto agevolato – spiega, mentre sposta scatoloni da una stanza all’altra –. In cambio ci siamo accollati le spese per risistemare la parte interna della struttura. Gli introiti deriveranno in parte dal servizio di biglietteria del trenino verde, ma soprattutto dalla gestione del museo che sarà allestito nelle tre sale al primo piano. Per i passeggeri del trenino verde, visitatori e turisti la struttura sarà un punto d'appoggio. Quest’anno riusciremo a posizionare alcuni distributori automatici di bevande, più avanti siamo intenzionati ad aprire un piccolo punto di ristoro».
Progetti culturali. All’interno il “museo-labenur” sarà improntato alla didattica e all’archeologia sperimentale. «Ospiterà un’interessante collezione di riproduzioni in ceramica, pietra e bronzo dei reperti rinvenuti nei siti archeologici di Arzachena – afferma Scarpa -. L’esposizione mira a ricreare ambienti, attività e situazioni per destare nel visitatore la suggestione della vita quotidiana in età nuragica. Alla visita potranno essere abbinate alcune dimostrazioni teorico-pratiche: dalla lavorazione del grano al pane nuragico; dalle tecniche di lavorazione dell’argilla nella preistoria alla levigatura della pietra».
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