La Nuova Sardegna

Olbia

Autorità portuale, Franco Monaco bacchetta l’assessore

di Enrico Gaviano
Autorità portuale, Franco Monaco bacchetta l’assessore

Il sindacalista Cgil: «Deiana deve venire al comitato portuale e spiegare le strategie regionali sulla Port authority unica»

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OLBIA. Il Comitato portuale di Olbia si riunirà stamane. All’ordine del giorno un nutrito numero di punti, ma ne mancava uno fondamentale. Quello relativo all’ormai certo accorpamento delle due Port Authority sarde. A pensarci è stato Franco Monaco, il rappresentante sindacale dei lavoratori del porto che un paio di giorni fa ha inviato la richiesta al Commissario Pietro Preziosi. «A norma di regolamento – ha scritto Monaco –, chiedo che venga aggiunto il punto: discussione e determinazione sulla bozza di decreto governativo delle autorità portuali della Sardegna».

L’assessore Deiana. Ma Monaco non si accontenta del semplice inserimento della questione nell’ordine del giorno. «Ovviamente occorre che nella riunione ci sia anche l’assessore regionale ai trasporti – osserva il sindacalista gallurese –. Se Massimo Deiana non si presentasse, comunque, chiederò che il comitato voti per una prossima riunione in cui la Port authority unificata sia l’unico punto all’ordine del giorno. Non si può continuare a rinviare a a tergiversare su un argomento decisivo. E Deiana e il governatore Francesco Pigliaru devono pronunciarsi senza se e senza ma».

Vocazioni diverse. Il disegno di decreto prevederebbe la Port Authority unica in Sardegna, ma a Cagliari. Una decisione che non piace e nessuno in Gallura e neanche a Franco Monaco. «I due porti hanno vocazioni completamente diverse. Ma i numeri dicono chiaramente che se ci deve essere una Autorità portuale unica deve essere a Olbia. Allo scalo di Cagliari arriva il petrolio da trattare a Sarroch e i container dalle grosse navi che poi vengono distribuite a navi più piccole che ripartono dal sud Sardegna. Diciamo che Cagliari parla al mondo mentre gli scali del nord Sardegna sono interamente funzionali all’economia sarda. Le merci che arrivano in Gallura sono legati al turismo, ai consumi e alla poca produzione che viene fatta nell’isola. Dunque siamo su due piani nettamente diversi. Se poi si aggiungono i numeri dei passeggeri che transitano nei porti del nord Sardegna e in quello di Cagliari, si capisce che la differenza è abissale». Per Monaco, se proprio non si vuole fare una unica autorità portuale a Olbia, si potrebbero trovare degli escamotage per rendere indipendenti i due poli portuali sardi fra loro. «Due poli che non dialogano – sottolinea monaco –, proprio perché le loro vocazioni sono diverse».

Conferenze stato-regione. La Corte costituzionale aveva bocciato la bozza di riordino delle Port Authority, perché il governo aveva agito di testa sua senza un confronto con le Regioni, per capire quali fossero le esigenze dei vari territori sottoposti ai tagli. Le conferenze, due, sono state ora svolte. «Ma non risulta – dice Monaco – che in sede di Conferenza Stato Regioni, la Sardegna abbia sostenuto la tesi di un mantenimento di due Autorità, analogamente a quanto richiesto dalla Regione Campania, sull'accorpamento delle due Autorità di Napoli e Salerno, o da come preteso dal Friuli Venezia Giulia con il mantenimento di ben tre Autorità Portuali riferite all'Adriatico Settentrionale o dalla Regione Sicilia, che ha fatto valere il proprio status di Regione a Statuto Speciale, ottenendo le Autorità portuali della Sicilia occidentale e Orientale».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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