Il personale Ata sul piede di guerra
Protesta degli operatori della scuola: troppe carenze e organici ridotti all’osso
OLBIA. Il personale Ata è sul piede di guerra. In linea con la mobilitazione nazionale, la scorsa settimana a Olbia e Tempio gli operatori della scuola si sono riuniti in assemblea.
I lavoratori hanno così ribadito l’importanza del proprio ruolo e anche elencato una lunga serie di problematiche. Al primo posto c’è sicuramente la questione degli organici ridotti.
«Le criticità del comparto riguardano diversi ambiti, non solo sindacali – recita un comunicato di Cgil, Cisl e Uil -. Esistono norme che tagliano gli organici, che limitano le supplenze e che congelano il turn over dei pensionamenti. E mancano anche quei fondi per retribuire le legittime spettanze al personale».
I lavoratori hanno toccato il cuore del problema davanti a Franco Dore (Cgil), Rosa Casto (Cisl) e Federico Fadda (Uil). «Gli organici sono ridotti all’osso. E se qualcuno si assenta anche per lunghi periodi l’amministrazione scolastica pretende di fronteggiare il problema con turni straordinari oltre i limiti contrattuali, quando nemmeno è garantita la copertura finanziaria per la retribuzione – continuano i sindacati -. Inoltre l’aggiornamento del personale amministrativo e tecnico è svolto a cure e spese degli addetti. E ancora non esiste una figura di tecnico di laboratorio nelle scuole elementari e medie per mantenere per esempio le lavagne multimediali».
Il disagio del personale Ata rischia, dunque, di sfociare in un qualcosa di ancor più grave.
«In ogni momento si rasenta la messa in discussione del diritto all’istruzione degli alunni delle scuole sarda, anche per la mancanza di personale adeguato. Siamo al limite delle norme che regolano la sicurezza in materia di vigilanza sui minori» concludono preoccupati i rappresentanti sindacali di categoria, che hanno subito trasmesso le rivendicazioni dei lavoratori galluresi alle confederazioni nazionali. (d.b.)
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