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Addio a Volpi, anima della Costa Smeralda

Addio a Volpi, anima della Costa Smeralda

È stato lo storico maître del Cala di Volpe. Aveva servito Greta Garbo e Brigitte Bardot

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PORTO CERVO. Certo, la sua Costa Smeralda era una cosa un po’ (molto) diversa da quella odierna. Era quella pioneristica, i primi anni con le strade sterrate, i cantieri dappertutto, i re, le regine, gli attori hollywoodiani, i Beatles, e quegli alberghi, il Cala di Volpe su tutti, che svettavano, nella vecchia Monti di Mola degli stazzi e delle capre, quasi come un miraggio.

Lì dentro, in quei tempi che erano invece così reali nelle loro forme avvolgenti, calde, raffinate, uno dei sacerdoti era Sergio Volpi, di antica famiglia di ristoratori. Lui era il maître del Cala, assunto direttamente dall’Aga Khan. Lui l’aveva visto crescere, poi l’aveva lasciato per crescere a sua volta, imprenditore in proprio della ristorazione in Costa Smeralda. Ieri Sergio Volpi ha lasciato questo mondo, ad annunciarlo una delle figlie, Monica, su Facebook, e subito centinaia di messaggi di cordoglio, frasi per ricordare uno degli uomini che ha reso unica la Costa.

In un’intervista concessa alla Nuova Sardegna nel 2008, proprio nella parte finale, aveva detto: «Quando l'ho conosciuto io, il Cala di Volpe era una chicca. Oggi è semplicemente una chicca più grossa». Che era un modo elegante per dire che la sua Costa Smeralda non era più quella attuale, con i nuovi clienti che avevano affiancato (mai sostituito) quelli del passato. Un modo per dire, sì, che forse non ci si riconosceva più. Ma anche per far capire che così è la vita, così anche la storia della Costa Smeralda, nata piccola piccola e poi diventata una delle “industrie” più forti della Sardegna, più note in Europa. Volpi, in quell’intervista, parlò soprattutto di due dive, assai diverse tra loro: Greta Garbo e Brigitte Bardot. Le aveva servite entrambe, al Cala, in quei mitici anni Sessanta. “La Garbo glaciale? No, per nulla - disse Volpi -. In quelle circostanze era socievole e allegra, ma sempre elegante e raffinata. Insieme con lo chef Livio Modena, preparammo un menù speciale dedicato a lei. Lo conservo ancora gelosamente: avevamo dato i nomi dei suoi film più famosi ai tre piatti che le presentammo». E un po’ qui, in questo ricordo, c’è lo stile, l’attenzione ai dettagli, la cura per i clienti della Costa Smeralda. Quella sua Costa Smeralda che Volpi, e altri come lui, hanno lasciato in dono a questa Costa Smeralda.(g.pi.)

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