Pasquale Lamanda: «Sulle unioni civili siamo stati i primi»
L’ex consigliere di maggioranza della giunta Frediani: «Abbiamo istituito il registro già all’inizio del 2013»
TEMPIO. A livello nazionale si parla di unioni civili. Il Senato italiano ha approvato il disegno di legge. Ora tocca alla Camera.
A Tempio, però, un segno di civiltà è arrivato già tre anni fa, quando è stato istituito un registro comunale per le unioni civili, che fu proposto dall'allora vicesindaco Gianni Monteduro e dal consigliere di maggioranza (sempre dell'ex esecutivo targato Frediani) Pasquale Lamanda.
«Sulle unioni civili - spiega Lamanda, sentito sull'argomento e che non siede più tra le fila del Consiglio Comunale in questa legislatura - l'amministrazione guidata da Romeo Frediani, e della quale io facevo parte, aveva anticipato di tre anni circa, un atto che oggi stranamente tutti definiscono atto di civiltà. L'istituzione del registro sulle unioni civili nel comune di Tempio Pausania, che non nego sia stata difficoltosa per pareri diversi, spesso dettati dal proprio credo religioso, da disposizioni partitiche o peggio da opportunità politiche che nulla avevano a che fare con la delibera, a Tempio, divenne realtà nei primi mesi del 2013».
L'ex consigliere comunale di Tempio, Pasquale Lamanda, inoltre, aggiunge per spiegare meglio: «L'obiettivo, come quello di altri comuni era semplicemente di sensibilizzare "l'alta politica" (parlamentari) affinché si iniziasse una discussione per una legge in tal senso. Pur non negando l'amarezza verso il parlamento per non aver legiferato il ddl Cirinnà nella sua completezza. Allo stato attuale abbiamo una legge, migliorabile, modificabile ma pur sempre una legge. Meglio, sicuramente, del nulla presente fino al momento del voto. In ogni caso constatare che, attualmente, i cittadini in maggioranza individuino tali diritti come atti di civiltà in contrapposizione alle ideologie medioevali, conferma che l'azione del 2013 sia stata innovativa e incisiva ed abbia contribuito in piccola parte, sommata ai contributi di tutti i comuni che hanno istituito tale registro, all'ottenimento del risultato». In poche parole, ciò che in Parlamento si sta affrontando tra il 2015 e il 2016, a Tempio, fu trattato e approvato già nel 2013.
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