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TEMPIO. Non accenna a placarsi a Tempio e in Gallura la polemica attorno alla decisione del dimissionario commissario della Zir, Nello Pasella che ha affidato una super consulenza di tremila euro al mese alla dirigente Salvina Deiana, direttore generale della stessa Zir, prossima ormai alla pensione.
La delibera, cassata in maniera durissima dalla Regione, viene considerata ancor più scandalosa «se si pensa che i dipendenti della Zir tempiese da un anno non ricevono più lo stipendio». Sul provvedimento, con un comunicato pesantissimo, è intervenuta Luisella Maccioni della segreteria territoriale Funzione Pubblica Cgil. «Mentre i lavoratori e il sindacato portano avanti una difficile lotta per il mantenimento del posto di lavoro e per il pagamento di 12 mensilità arretrate - scrive Luisella Maccioni -, il commissario non trova niente di meglio da fare che attribuire alla direttrice dell’Ente una convenzione di tremila euro mensili in barba a tutte le procedure di contenimento dei tagli della spesa messe in atto dai Governi nazionali e regionali. Soprattutto, però, si dà un colpo mortale alla dignità dei dipendenti dei consorzi Zir che ostinatamente, difendendo il loro posto di lavoro, da anni conducono la lotta,(speso nel silenzio più totale delle pubbliche amministrazioni), chiedendo il rispetto della loro dignità».
Evidenziate da Luisella Maccioni nel suo comunicato anche le ripercussioni negative che si potrebbero creare con il dissolvimento di funzioni pubbliche, come quello delle Zir, in settori fondamentali come quelli legati allo sviluppo economico. Durissima l’accusa della sindacalista per quanto concerne la decisione di Nello Pasella.
«Chi era preposto, non solo alla liquidazione, ma anche al funzionamento dell’Ente, garantendo ai lavoratori la retribuzione e la continuità lavorativa, ha abbandonato gli stessi in un girone infernale. Al tempo stesso, (anziché procedere al suo compito di “liquidatore”), incredibilmente, ha trovato finanziamenti, per una “convenzione” di cui in tutta franchezza i dipendenti non ne sentivano la necessità. Sarebbe bastato poco, per un corretto e meticoloso funzionamento dell’Ente - dice ancora la sindacalista - , procedere alla liquidazione assicurando nel frattempo la continuità amministrativa con il personale in servizio affiancando la direttrice con il personale presente e poi attribuendo allo stesso personale le opportune funzioni».
Maccioni conclude con un plauso alla Regione per aver stoppato la decisione di Pasella. «Una decisione di chiara marca classista. Grave dal punto di vista economico ma anche sotto il profilo morale».
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