Un anno ad Azzanidò, il film e la memoria
Il piccolo mondo antico della frazione di Loiri rivive con la proiezione dell’opera di Sandro Lai
LOIRI. Un vecchio mondo antico in un lembo di campagna gallurese. Azzanidò e tante piccole grandi storie di bambini viste attraverso gli occhi e l'insegnamento di una maestra elementare, che nel '56 da Sassari arrivò nella piccola frazione di Olbia (oggi di Loiri) per insegnare. A volte si ha il privilegio di vedere i propri ricordi impressi nelle immagini di una cinepresa. È il caso del film "Un anno ad Azzanidò", girato dal regista cagliaritano Sandro Lai nel 1983 nella scuola della piccola frazione, che racconta la storia di un'insegnante, Luisella Demuro, e della sua attività didattica in una pluriclasse composta da bambini dai sei ai tredici anni. I bambini di allora sono uomini e donne di oggi e una di loro, Silvia Meloni, la piccola Agostina della pellicola, ha deciso, grazie al contributo di Lucia Tognotti e Marella Giovannelli, di rievocare quei ricordi per immagini: così il 4 marzo alle 17 nella biblioteca comunale di Olbia verrà proiettato il film alla presenza del regista e dei piccoli protagonisti di allora.
Il ricordo. Silvia Meloni aveva 10 anni e per un mese, così come i suoi compagni, non era andata a scuola. Niente lezioni nelle elementari di Azzanì, quando un bel giorno un signore con la cinepresa si era presentato per fare i provini. «Per noi fu un'esperienza bellissima, io non avevo mai visto una telecamera in vita mia - racconta - eravamo tutti bambini della stessa scuola, ci avevano scelto in base ai caratteri dei protagonisti». Silvia era Agostina, una bambina che non poteva andare a scuola perché doveva badare ai suoi fratelli, visto che il padre era emigrato. «Durante la pause giocavamo, spesso mangiavamo, il copione era l'ultimo dei problemi - ricorda Silvia - poi il regista certe volte ci portava fino ad Olbia per comprare dei giocattoli: chi voleva una racchetta da tennis, chi una bambola. Poi vicino al passaggio a livello c'era il chiosco con le cozze e le banane». Mancherà solo il piccolo Tomaso, che una tragedia strappò alla sua famiglia. Ma quelle immagini restituiranno anche il suo volto di bambino.
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Quattro puntate su Rai 3. Il film andò in onda un anno dopo, diviso in quattro puntate, su Rai 3. Tutti gli abitanti di Azzanì e Azzanidò si ritrovarono per la proiezione alla Grotta azzurra, per festeggiare, cantare e ballare davanti a quei piccoli attori improvvisati. «Fu una grande festa, lo ricordo bene - dice Silvia Meloni - c'era tutto il paese che si raccolse per guardare le storie di Agostina, di Gavino, Costantino e del piccolo pescatore». Quattro vicende che ruotano intorno alla maestra e a Giuseppe, un pastore che le fa da interprete perché i bambini parlavano quasi esclusivamente in sardo. La storia di "Un anno ad Azzanidò" si svolge così, tra delicatezza e poesia, nel racconto di uno scambio costante di emozioni e saperi tra la maestra e i suoi alunni, percorrendo ogni giorno la strada della nuova pedagogia davanti a bambini che devono scegliere tra imparare e custodire il gregge, tra il lavoro e la conoscenza.
Regista e attrice. Alla proiezione assisteranno anche il regista, Sandro Lai e l'attrice Isella Orchis, che nel film interpreta la maestra. «Lo considero un piccolo capolavoro - racconta Marella Giovannelli, che condurrà la serata - ho parlato col regista che decise di scrivere e girare il film dopo che lesse un articolo su un giornale dell'epoca. Un film dimenticato, che mi ha emozionato fino alle lacrime. La Rai, che produsse il film, non aveva messo a disposizione tanti soldi e il regista spesso provvedeva a comprare i vestiti di scena per i bambini, ma anche giocattoli e una maglietta di Gigi Riva». Storie di un mondo che non c'è più, davanti a piccoli attori per caso diventati grandi.
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