Fiaccolata delle donne in difesa dei servizi del “Paolo Dettori”
Assemblea sull’ospedale sollecitata dal Popolo dei lucchetti Previste manifestazioni di protesta. Si comincia l’8 marzo
TEMPIO. In città, lo stillicidio quotidiano dei provvedimenti commissariali che stanno smobilitando pezzo per pezzo, il Paolo Dettori, privandolo di medici, servizi, attrezzature e posti letto, sta suscitando proteste sempre più estese e vivaci che potrebbero preludere ad azioni clamorose. Di questo si è parlato ieri sera a Tempio, nel corso di un riunione convocata in municipio dal sindaco Biancareddu. All’incontro, sollecitato dal Popolo dei lucchetti, era presente anche una delegazione di medici ospedalieri, una rappresentanza sindacale e la giunta comunale nella sua interezza. Stringata e priva di fronzoli la relazione introduttiva del sindaco che ha riassunto «i provvedimenti distruttivi giunti dal commissario in questi giorni. Voglio ricordare – ha detto Biancareddu – il recentissimo scippo di 380 mila euro all’Unità operativa di radiologia, gli appuntamenti fortemente penalizzanti per il Dettori fissati dal Cup, la carenza di medici, gli accorpamenti dei servizi. Decisioni – ha aggiunto – assunte con un metro di misura davvero singolare che vede Olbia sempre protetta e ben servita a differenza di Tempio, sempre e comunque penalizzato. La richiesta di una direzione sanitaria autonoma per il Dettori non è una nostra fisima ma è per sopravvivere».
Diverse le strategie di lotta ipotizzate dai presenti. La più immediata e già fatta propria dall’amministrazione comunale, d’accordo con le associazioni interessate, è quella lanciata dalla rappresentante sindacale Alma Viola, segretario generale della Cisl Funzione Pubblica Gallura, che ha proposto di organizzare per l’otto marzo, Festa della donna, una fiaccolata che, partendo alle 20 dal Teatro del Carmine, (subito dopo l’evento organizzato, per la ricorrenza dal Cif), porti la protesta sino al Dettori. «Le donne di Tempio – dice Alma Viola – prime vittime delle decisioni commissariali, devono illuminare il Dettori». Molte le proposte esaminate: dall’istituzione di un presidio da campo fisso di fronte al nosocomio, alle assemblee territoriali con i sindaci. Dal coinvolgimento dei commissari regionali alla sanità, portandoli a Tempio, all’occupazione dell’ospedale, fino al ricorso al Tar regionale.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
