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Olbia

Le dipendenze spiegate ai ragazzi

Le dipendenze spiegate ai ragazzi

Folla di studenti al convegno su legalità e devianze. Tra i relatori padre Morittu

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TEMPIO. Hanno seguito con attenzione, malgrado la serietà dei temi affrontati. Com'era negli auspici degli organizzatori, il convegno scolastico su legalità e devianze ha avuto successo, e i ragazzi che vi hanno preso parte (soprattutto studenti delle prime classi delle superiori) hanno dimostrato di apprezzarlo.

Merito dell'organizzazione, dell'interesse degli studenti e dei relatori, rivelatisi tutti all'altezza in una situazione niente affatto facile, perché parlare di legalità, disagio e recupero sociale è sempre un rischio quando il destinatario è un pubblico giovane. Motivo per il quale il professore Stefano Manca, dirigente scolastico dell'Istituto "Ferracciu" che ha organizzato il convegno, può ritenersi giustamente soddisfatto. Così anche i professori Giuseppe Mu e Giancarlo Ricciu che, seguendone tutte le fasi organizzative, lo hanno reso concretamente possibile. Nei ricordi degli studenti rimarranno sicuramente le parole dei cinque relatori. A partire da quelle della psichiatra Alessandra Nivoli che ha sottolineato quanto sia mutato il concetto di dipendenza. «Oggi - ha dichiarato Nivoli - sono entrate nell'orbita della dipendenza forme che non hanno più nulla delle classiche sostanze. Forme come il gioco d'azzardo o internet».

Qualche ragazzo, anticipandone la possibile citazione, ha menzionato anche l'uso compulsivo del cellulare. Un'affermazione purtroppo fondata. Le dipendenze fanno pensare all'esigenza del recupero. Un settore, questo, in cui padre Morittu, grazie alla sua pluridecennale esperienza, può dirsi un'autorità in materia. Fondatore di comunità per il recupero, il religioso ne ha illustrato con chiarezza il funzionamento e le finalità. La partecipazione degli studenti è stata dimostrata anche dall'interesse con il quale hanno seguito gli interventi più tecnici della giornata. L'avvocato Domenico Putzolu, presidente della Camera penale della Gallura, e il capitano della caserma dei Carabinieri di Tempio, Giovanni Bartolacci, hanno saputo fare leva sulle loro corde toccando con estrema praticità argomenti altrimenti molto complessi. E così ha fatto anche Riccardo De Vito, il magistrato che parla ai giovani attingendo a quell'invidiabile repertorio di conoscenze come la musica che costituiscono sempre un fertile terreno di mediazione e confronto. «Per questo motivo - ha dichiarato Giuseppe Mu - ritengo molto utili incontri simili; bisognerà insistere e, se possibile, moltiplicarli, sollecitando i ragazzi e ponendo sempre la scuola al centro di questo processo, con l'obiettivo di far sì che i ragazzi riversino nella vita di scuola e di società quello che apprendono nei convegni con esperti». (g.pu.)

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