In Polonia la tomba di un soldato lurese
È stata scoperta dopo 98 anni da un sassarese. Vi riposa Giovanni Diana, caduto nel 1918 durante la Grande Guerra
LURAS. Ci sono voluti 98 anni per avere notizie certe del soldato Giovanni Maria Diana di Luras che combattè durante la Prima Guerra mondiale. Su di lui solo voci che si rimbalzavano da altri soldati (più fortunati) che sono rientrati a casa. La certezza è arrivata pochi giorni fa: i resti di Giovanni Diana (Giovanni Maria, all’anagrafe) riposano in Polonia, a Breslavia, nel cimitero italiano dei caduti della Prima Guerra mondiale. Solo nome e cognome e data di morte: 8 ottobre 1918, dopo essere stato catturato e fatto prigioniero dopo la disfatta di Caporetto.
Prima di cadere nelle mani del nemico, il soldato del 49esimo reggimento Fanteria, nato a Luras il 5 giugno 1898, ogni tanto aveva una corrispondenza con i suoi cari, soprattutto con la madre. Nella sua ultima lettera diceva di essere prigioniero nella Prussia orientale e di avere freddo e fame. La mamma preparò, nel tempo, ventidue pacchi di generi alimentari e li mandò al figlio. Ma non arrivarono mai.
Il soldato Diana è stato dato per disperso nel 1928. In realtà, in quella data, i suoi resti sono stati portati proprio a Breslavia. Ai familiari, arrivò una foto con tre croci anonime: qualcuno diceva che una di quelle croci era per il loro caro, ma nessuno sapeva dove fosse. Dopo quasi 100 anni, la storia, aiutata dal “fato”, si unisce a filo doppio e riporta un nome nella sua terra natia. I pronipoti di Giovanni Maria Diana, adesso, sanno dove riposa il loro valoroso antenato. A ritrovare la tomba del fante è stato Mario Turis, un sassarese che si trovava in Polonia ed è andato a visitare il memoriale dei soldati italiani della Prima Guerra mondiale. Turis ha fatto una foto col cellulare e l’ha conservata, finché non è tornato in Sardegna ed è riuscito a mettersi in contatto con i familiari di Diana. A ricostruire la storia del soldato ci ha pensato il pronipote Pier Paolo Cabras che ha unito tutto quello che ha sentito dai familiari e dalla nonna.
«È proprio per lui che, anni fa, sono diventato il presidente della sezione lurese dell’associazione dei familiari dei caduti e dei dispersi in guerra – spiega Cabras – adesso, possiamo mettere la parola fine ad una storia che è durata 98 anni, tra dubbi e incertezze. Adesso sappiamo dove riposa il nostro caro, morto all’età di 20 anni in terra straniera. Per questo dobbiamo ringraziare (e non smetteremo di farlo) il signor Turis che ha fatto delle ricerche sul nome del soldato che ha trovato in quella tomba in Polonia. È risalito a Luras e a noi, suoi parenti. Non sapendo, né conoscendo se sia possibile il rimpatrio dei resti mortali, sicuramente sarà possibile andare lì».
Tra i propositi del pronipote e degli altri familiari, c’è quello di andare a portare dei fiori sulla tomba del loro antenato. Il giovane soldato lurese sarà ricordato anche a Luras, non sarà più relegato ad una damnatio memorie.
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