Ok unanime dell’aula al Mater 2: 240mila metri cubi su 32 ettari
A est dell’ospedale sorgeranno un hotel per i familiari dei pazienti, un centro di riabilitazione sportiva Ma per ottenere le concessioni edilizie il Qatar dovrà dimostrare che gli edifici hanno solo fini sanitari
OLBIA. Il Mater Olbia resta ancora chiuso, ma è già pronto il Mater Olbia 2. Il Consiglio comunale dà il via libera all’ampliamento della struttura ospedaliera a Tanca Lissia. Su 32 ettari verranno realizzati 240mila nuovi metri cubi. Maggioranza e opposizione si trovano unite nel voto. Tutti a favore.
Il progetto. Dal punto di vista tecnico è stata approvata la variante al Piano di fabbricazione già adottata nel gennaio 2015, che trasforma 32 ettari intorno al Mater Olbia da zona agricola a zona per servizi ospedalieri. Contestualmente l’aula ha approvato anche il piano di lottizzazione. I nuovi volumi verranno spalmati a est dell’attuale ospedale. Diventeranno un hotel per accogliere i familiari dei pazienti e si svilupperà su 32mila metri quadri; un centro riabilitativo per 7mila200 metri quadri con campo di calcio; laboratori medici e di ricerca per 15mila 600; la foresteria medica per 3mila 200. Per un totale di 58mila metri quadrati e 240mila metri cubi. «L’esecutività del piano sarà operativa solo nel momento in cui la variante al Pdf verrà definitivamente approvata dalla Regione e pubblicata sul Buras», spiega il dirigente all’Urbanistica, Tino Azzena.
La condizione. La commissione Urbanistica, guidata dal presidente Giorgio Spano, vincola l’approvazione della delibera a una condizione. «Questa maggioranza ha chiesto alla proprietà del Qatar che la richiesta di trasformazione dei terreni, da agricoli in H ospedalieri, fosse accompagnato da un piano di intervento – spiega il presidente Spano –. La proposta è stata accettata. Abbiamo così unito alla fase di variante una esecutiva in cui la proprietà ci ha mostrato cosa intende fare. Abbiamo visto che l’iniziativa è rimasta quella dell’inizio, ma abbiamo fatto di più. Abbiamo stabilito che i nuovi volumi potranno essere usati solo per fini legati all’attività ospedaliera». In sintesi, le concessioni edilizie per costruire l’hotel per i familiari, la foresteria, i laboratori, verranno rilasciati solo se verrà dimostrato che sono complementari al servizio ospedaliero. «Una forma di garanzia chiesta dalla commissione – sottolinea il dirigente Azzena – per evitare che quelle strutture siano rivolte a una utenza diversa da quella ospedaliera».
Rispo in aula. Il primo a lanciare la richiesta che il numero uno della Qatar foundation, Lucio Rispo, riferisca al Consiglio comunale lo stato dei lavori al Mater arriva dal consigliere Stefano Giua. «Mi risulta che i lavori non siano ancora finiti – afferma –. Che solo il terzo piano sia stato terminato mentre sono in corso interventi importanti in altri piani. Difficile pensare che un edificio incompleto possa ottenere l’abitabilità. Mi piacerebbe però che Rispo venisse in aula a spiegarci lo stato dell’arte». Proposta sposata subito da Tiziano Pinna, consigliere di FO. «Il coinvolgimento del Consiglio è sempre stato puntuale, ma solo per votare dei provvedimenti. Ci piacerebbe poter interagire direttamente con i rappresentanti della proprietà qatarina in Consiglio». Il sindaco Gianni Giovannelli accoglie l’invito- «Organizzerò in tempi rapidi un faccia a faccia in aula con il numero uno della QF».
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