Liquami e inquinamento, atti in Procura

Gli uomini di Gianni Serra dopo un sopralluogo a Pittulongu hanno inviato la documentazione al tribunale di Tempio

OLBIA. Lo sversamento di liquami dalle fogne di Pittulongu avrà un seguito giudiziario. Le denunce non cadranno nel vuoto. Ieri mattina la polizia locale di Olbia ha verificato lo stato dei luoghi e ha presentato una informativa alla Procura che ipotizza il reato di inquinamento ambientale. Gli uomini del comandante Gianni Serra hanno fatto seguito alle varie denunce presentate dal titolare dell'hotel Stefania e del bar Nino's, Nino Sini, che è stato sentito come persona informata dei fatti. Le verifiche, condotte attraverso vari sopralluoghi e l'acquisizione della relativa documentazione, hanno confermato lo sversamento delle acque reflue fognarie, in coincidenza con le precipitazioni del primo marzo. Ora sarà l'autorità giudiziaria a dover disporre una perizia, attraverso la quale si possa individuare la causa di questo ciclico sversamento di liquami fognari.

Allarme erosione. Un problema collegato, ma non meno rilevante, è quello dell'erosione di strada e spiaggia. I liquami misti ad acqua piovana seguono un percorso che, in coincidenza di fenomeni piovosi anche non di grande entità, sta portando all'erosione della strada, in alcuni punti impercorribile, e della spiaggia: i liquami arrivano fino al mare, configurando un'ipotesi di inquinamento ambientale ancora più allarmante. Pittulongu si presenta così sempre più come una sorta di terra di frontiera, zona franca ambientale dove basta una normale pioggia per far saltare il sistema fognario. Acque piovane con acque reflue, corsi di liquami diretti verso il mare, residenti circondati da puzza insopportabile.

La denuncia di Sini. «In 40 anni non è mai successo niente - denuncia Sini, uno dei primi imprenditori turistici di Olbia, quasi mezzo secolo di onorata carriera - da quando ci sono quelle pompe sommerse non viviamo più». Il problema sembrava riconducibile a un cattivo funzionamento delle pompe di sollevamento dovuto alle precipitazioni. Ipotesi che era stata smentita da Abbanoa. «Sul caso Pittulongu abbiamo già fatto le nostre comunicazioni ad Arpas e Provincia - spiegavano dal gestore unico - gli impianti di sollevamento hanno funzionato, ma c'è stato un sovraccarico dovuto alle piogge dei giorni scorsi. Il problema riguarda tutta la Sardegna: negli ultimi anni abbiamo subito danni per 40 milioni».

Il tubo che non c’è. La settimana scorsa Pittulongu era stata meta di una visita esplorativa da parte degli assessori comunali all'Urbanistica, Carlo Careddu e all'Ambiente, Giovanna Spano. Le pompe di sollevamento non avevano retto l'urto dell'acqua scesa giù nei giorni scorsi, ma il problema strutturale è la commistione tra acque piovane e reflue. Dal cielo scende la pioggia, ma dai tombini escono i liquami delle fogne. Non proprio un percorso virtuoso. Così Nino Sini rivelava un particolare che getta qualche ombra sulle infrastrutture della località balneare di Olbia. "Quando ho ceduto parte della strada al Comune per la nuova viabilità - raccontava Sini - durante i lavori era stato eliminato un enorme tubo sotterraneo che trasportava l'acqua e le consentiva di defluire lungo le canalette. Senza il tubo l'acqua trova ostacoli e si allaga tutto". I vigili urbani hanno verificato la presenza di tracce dello sversamento di acque reflue. Ora c'è un'ipotesi di reato: inquinamento ambientale. Mancano gli eventuali responsabili.

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