«Una città da costruire a dimensione europea»
Il pilota di Meridiana protagonista nella mobilitazione delle magliette rosse: «Attenzione e senso civico, il tratto fondamentale della mia amministrazione»
OLBIA. «Quando si parla della Gallura non si può liquidare tutto con le considerazioni sul bel tempo. No, si deve dire che la gente fugge, che ci sono tante saracinesche dei negozi abbassate». Cita Gianrico Carofiglio, suo scrittore più amato, magistrato e senatore del Pd, che richiama l’attenzione come una virtù e il dovere civico come risposta ai problemi. Il comandante Andrea Mascia è il meno politico dei competitori alle primarie della Coalizione civica e democratica e nel principio enunciato da Carofiglio rispecchia la sua strada maestra.
Le magliette rosse. Riassunta in uno slogan, la ragione che lo ha portato alle primarie è nella seguente aspirazione: «Olbia deve essere una città europea aperta al mondo e il mondo deve essere dentro Olbia». Mascia ha 58 anni, originario di Cagliari, ma la sua vita l’ha costruita e vissuta a Olbia. Soprattutto nella compagnia aerea Meridiana, nella quale ha lavorato per circa trent’anni, da venti comandante pilota. Ha conquistato notorietà con la mobilitazione dei cinquanta giorni delle “magliette rosse”. Da cassintegrato è diventato il “palintegrato” d’Italia vivendo quella lotta a quota quaranta metri e diventandone il simbolo. «È stata la più bella e intensa esperienza della mia vita. Nessun sacrificio quando vivi il lavoro con passione, con entusiasmo». Non nasconde tuttavia «il dolore la perdita di centinaia di posti di lavoro, che pagherà soprattutto la Sardegna. La Gallura e Meridiana (anche se questo nome ha solo vent’anni) hanno 53 anni di storia, sono complementari».
L’emergenza. Grande passato, piccolo presente, su tutti i fronti, è la lettura che Mascia dà di Olbia. «La città merita di più, è bruttissima». Proiettando l’impegno nell’amministrazione comunale, il suo programma è netto: «Non è una città da ricostruire ma da costruire». Una priorità? «È tutto prioritario, è una città in stato d’emergenza. Non possiamo pensare che il porto si sovrapponga alla città, a che serve metterla in sicurezza se si sta spopolando, che città è se non permette alle mamme di uscire con il passeggino perché i marciapiedi sono un disastro. Questa è poca attenzione al cittadino». Tutto da rifare, cominciando dalla scuola. «L’università deve diventare un’Accademia, insieme all’istituto Alberghiero possono avviare una formazione d’eccellenza per operatori del turismo capace di richiamare studenti anche dall’estero». Torna il richiamo a Carofiglio. «Ai cittadini dico: camminate e osservate, non limitatevi a guardare, intervenite e sollecitate interventi».
Il futuro. Parla di Olbia città europea. Ma che si deve fare per delineare questo traguardo? «Investire nella riqualificazione urbanistica, nel turismo, nell’economia, nella portualità e nella nautica, cultura, servizi».Un esempio? «Il mercato civico: hanno speso una grande quantità di denaro per buttarlo giù, svuotando il cuore della città. Dovrebbe diventare un grande centro polifunzionale, con tanti servizi»». Andrea Mascia s’intende di trasporto aereo, che pensa dellow cost? «Ormai sono un motore indispensabile per i trasporti dell’isola, per l’economia, il commercio, l’interscambio culturale, e non trascuriamo il vantaggio nella facilitazione agli studenti negli interscambi culturali».
L’approdo. Mascia, meno politico di un politico. Alla politica arriva attraverso il meetup Amici di Grillo di Olbia, ma è un rapporto che finisce presto: «Non ho trovato in me le caratteristiche rigorose da loro richieste. Pur riconoscendo l’importanza del movimento ho deciso di lasciare». Due mesi di riflessione e la decisione di «intraprendere questo percorso con il Pd, chiedendo alla segretaria Angela Corda di essere ammesso alle primarie». Così partecipa al confronto, «pur restando l’unico elemento civico». Ma conta di iscriversi al Pd nelle prossime settimane.
Il confronto. Com’è procede la campagna per le primarie? «E’ un confronto difficile. Tre competitor vengono dalla politica, con ruoli e esperienza importanti. C’è chi è in consigliocomunale da 25 anni. Quello con il quale mi sento più in sintonia è Renato Azara, che come me viene dal lavoro e dall’impresa». Esito? «Vista la frammentazione delle liste, sarà difficile vincere al primo turno, anche se la coalizione ce la metterà tutta. L’eventuale ballottaggio sono sicuro sarà tra M5s e Coalizione civica e democratica». Timori sulla destra? «Considerando le ultime scissioni della destra, ritengo abbia perso ogni speranza di essere significativa in questa competizione elettorale». Con chi lavorerebbe se vincesse lei? «Stimo Marco Balata, per avere creato una lista con ogni principio civico e avere un programma di lavoro illuminato e mi auguro che in una eventuale mia amministrazione si possa collaborare con L’Altra Olbia».
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