La Nuova Sardegna

Olbia

Peculato, interrogati otto dirigenti del Comune di Olbia

di Giampiero Cocco
Il municipio di Olbia
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Il municipio di Olbia

L'inchiesta sulle commissioni d'appalto. La difesa: "Rispettata la norma vigente sei anni fa. Sospensione inapplicabile"

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OLBIA. Avanza l’inchiesta sulle commissioni d’appalto al comune di Olbia. Il gip del tribunale di Tempio, Elisabetta Carta,  ha interrogato otto degli undici funzionari comunali inquisiti dalla Procura per un presunto peculato aggravato commesso negli anni antecedenti il 2010. Davanti al magistrato si sono alternati i dirigenti comunali Antonello Zanda, Michele Baffigo, Sergio Usai, Bastiano Deledda e Patrizia Lei, assistiti dall'avvocato Angelo Merlini, che sostituiva il collega e figlio Jacopo, assente per ragioni personali. Davanti al giudice e al pubblico ministero Angelo Beccu sono comparsi anche Alessandra Buioni, assistita dal penalista Guido Da Tome, e il tecnico comunale Fabio Sanna, difeso dall'avvocato Franca Palitta.

La linea difensiva di tutti gli indagati, che hanno risposto puntualmente alle domande poste loro dal magistrato inquirente, è stata quella di aver agito nel pieno rispetto delle leggi vigenti. Per l'avvocato Angelo Merlini la richiesta di sospensione dal lavoro sollecitata dal pm Domenico Fiordalisi sarebbe «considerata la acclarata manncanza di presupposti giuridici su fatti risalenti e ben sei anni fa, un atto non applicabile». La sua richiesta di rigetto è stata accompagnata dalle analoghe istanze presentate dai legali degli altri indagati. Il gip, dopo aver sentito gli ultini due indagati, dovrebbe decidere sul provvedimento di sospensione dal lavoro proposta dalla pubblica accusa, L'inchiesta della magistratura fu avviata dopo la segnalazione del consigliere comunale Enza Tucconi, che il sindaco Gianni Giovannelli e il segretario generale Stefania Giua non esitarono a inoltrare alla Procura. La vicenda è relativa ai bandi di gara espletati nel quadriennio 2006 2009, sette gare d'appalto affidate dal Comune per la riqualificazione del centro storico, alla rete del gas, agli impianti di videosorveglianza cittadina, ai punti luce di illuminazione pubblica, ai servizi di manutenzione del verde pubblico, alla gestione dell'Urban center, alla raccolta dei rifiuti solidi urbani. Tutti gli indagati fecero parte delle commissioni giudicatrici, incassando in quattro anni poco meno 500 mila euro. Liquidazioni che secondo la Procura sarebbero frutto di peculato aggravato.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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