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Processo alluvione, le testimonianze riaprono la ferita

Rabbia, amarezza, sconcerto: le parole del comandante della polizia locale, Gianni Serra, testimone al processo per l’alluvione, hanno riaperto una ferita in realtà mai suturata. In tribunale ancora...

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Rabbia, amarezza, sconcerto: le parole del comandante della polizia locale, Gianni Serra, testimone al processo per l’alluvione, hanno riaperto una ferita in realtà mai suturata. In tribunale ancora una testimonianza choc: la macchina dell’emergenza si è mossa in ritardo, mentre tutt’intorno si consumava la tragedia. Un assist perfetto alla pubblica accusa e alle parti civili che puntano proprio ad accertare le eventuali responsabilità delle amministrazioni comunali. E solo quelle visto che i vertici della Regione e quelli della Protezione civile dall’inchiesta della Procura di Tempio sono usciti indenni quasi subito e nel corso del processo faranno un salto a Tempio solo per testimoniare. Alle parole del comandante della polizia locale hanno fatto seguito le azioni degli avvocati di parte civile che assistono i familiari delle vittime dell’alluvione. Come l’avvocato Giampaolo Murrighile che ha ricordato e documentato come il Centro operativo comunale per l’emergenza (il Coc) fosse stato attivato solo diversi giorni dopo l’alluvione, a tragedia giàò consumata. Un quadro pesante su cui ruoterà l’intera fase del dibattimento processuale e su cui si attendono ora le argomentazioni difensive dei principali imputati.

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