Venduto per 8 milioni lo storico “Rena bianca”
Arzachena, una società lombarda si è aggiudicata l’antico insediamento turistico Il residence era di Sebastiano Ragnedda. Anche l’hotel delle Vigne andrà all’asta
ARZACHENA. Il più vecchio insediamento turistico della costa di Arzachena, il mitico “Rena Bianca” di Baja Sardina è stato venduto all’asta per 8 milioni e mezzo di euro. Ad acquistare il residence è stata una società immobiliare lombarda che, con un aumento secco di un milione e 600 mila euro (la base d’asta, ridotta del 63 per cento sul valore stimato degli immobili, era di 6,9 milioni di euro), si è aggiudicata il lotto. Il complesso residenziale, realizzato tra la fine degli anni Sessanta e i primi anni Settanta sul versante nord dell’insenatura di Baja Sardina dal pioniere del turismo locale, Sebastiano Ragnedda (defunto padre dell'attuale sindaco di Arzachena), con i suoi 114 appartamenti, il centro commerciale, il lounge bar con annesso ristorante e una serie di negozi, era il fiore all’occhiello della holding immobiliare gestita dalla Cavallino bianco Srl, la cassaforte che racchiudeva tutti i beni di Sebastiano Ragnedda. Tra questi l’ormai disastrato Hotel delle Vigne, che andrà all'asta giudiziaria tra meno di un mese per un importo di poco superiore di due milioni di euro. A chiedere la vendita giudiziaria del complesso residenziale era stata, nel 2009, la Bper (la popolare dell’Emilia Romagna che ha inglobato il Banco di Sardegna) che chiese al giudice delle esecuzioni Alessandro di Giacomo l'acquisizione di tutto il patrimonio del re dei vini e del turismo arzachenese a fronte di tre mutui fondiari non onorati di 19 milioni di euro. La banca procedente aveva ottenuto, a gennaio, la vendita della villa padronale, una antica dimora costruita sul costone granitico che domina sulla Rena Bianca, venduta all'asta per poco meno di mezzo milione di euro. Ora resta da vendere l’hotel e parte delle tenute dell’imprenditore, quelle gestite dalla Altacutena srl che producono. Terreni e impianti di produzione sui quali la banca Nuova Terra di Milano vanta ipoteca e intende recuperare un credito di circa sette milioni di euro. Tra i creditori c’è anche Equitalia che chiede il saldo di diverse cartelle esattoriali per svariate centinaia di migliaia di euro non pagate da Ragnedda.
Per le banche procedenti, era presente nell’aula delle aste giudiziarie il responsabile dello staff legale delle diverse banche creditrici, l’avvocato amministrativista Giuseppe Cudoni che cura gli interessi del Banco di Sardegna, Meliorbanca e Banca Nuova Terra di Milano, che avevano aperto una linea di credito di diverse decine di milioni nei confronti di Sebastiano Ragnedda.
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