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Videosorveglianza, in arrivo 80mila euro

Videosorveglianza, in arrivo 80mila euro

Calangianus è stato incluso dalla Regione fra gli ottanta Comuni sardi destinatari del finanziamento

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CALANGIANUS. Grande soddisfazione fra gli amministratori per la notizia che Calangianus è stato incluso dalla Regione fra gli 80 comuni sardi destinatari di un finanziamento di 80mila euro (a cui si aggiunge la quota parte del comune, sino ad una cifra di 120mila euro) per l’ installazione di un sistema di video sorveglianza nel paese. Con la comunicazione, avvenuta tramite conferenza stampa dello stesso presidente Pigliaru, si concretizza il lavoro di alcuni anni, iniziato quando il consigliere Claudio Bellu, ora assessore, e l’allora capogruppo Antonio Brigaglia si rivolsero alla giunta di centro destra per ottenere un finanziamento per rispondere a una esigenza di ordine pubblico. Erano quelli i tempi in cui si registravano danni ad auto posteggiate nel centro storico, in altre vie del centro abitato alcune macchine erano state addirittura incendiate, si danneggiavano panchine, si forzavano le serrature degli edifici scolastici, si compivano atti vandalici nei giardini pubblici. Da qui l’esigenza per gli amministratori di dotare il comune nei punti sensibili, di telecamere per la video sorveglianza. «Sì – ricorda Claudio Bellu, con il capogruppo Antonio Brigaglia – ci rivolgemmo all’assessorato agli Affari generali che ci assicurò un contributo di 80mila euro. Sembrava però tutto dimenticato. Ma la perseveranza del vice sindaco Fabio Albieri nei continui viaggi a Cagliari è riuscita a sollecitare e ripescare il finanziamento promesso». Appena arriverà la comunicazione ufficiale si procederà immediatamente ad indire la gara d’appalto. Ma dove si sistemeranno le varie telecamere? «Innanzitutto nel centro storico – spiega Bellu, tecnico informatico – intorno agli edifici scolastici e palestre, e al municipio. Si potrà ampliare anche l’area di sorveglianza delle chiese, già dotate di un sistema proprio. Poiché i costi degli impianti tecnologici sono meno cari rispetto a quanto avevamo stabilito nella prima ipotesi, crediamo che si possa aumentare la zona di sorveglianza a beneficio dell’intera collettività». (p.z.)

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