La Nuova Sardegna

Olbia

Antona: un referendum sulla nuova isola ecologica

di Walkiria Baldinelli
Antona: un referendum sulla nuova isola ecologica

Santa Teresa, la capogruppo di minoranza propone una consultazione popolare Non piace il deposito di rifiuti nell’area di Buoncammino individuata dal Comune

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SANTA TERESA. Monta la protesta contro la decisione del Comune di costruire la nuova isola ecologica nell’area di Buoncammino, vicina allo stadio. La minoranza propone un referendum consultivo. «Dovranno essere i cittadini a decidere se sia il luogo ideale in cui costruire il centro di raccolta dei rifiuti – afferma la capogruppo di “A cara a aventu” Angela Antona –. L’idea di realizzare la struttura nella zona fu avanzata anche una ventina di anni fa, ma i teresini durante un incontro pubblico risposero in coro con un secco “no”. Il loro dissenso era legato soprattutto alla presenza di un coso d’acqua che attraversa l'area, sino a metà dello stadio. Ancora oggi molti sono dello stesso avviso. Per non parlare del delicato equilibrio ambientale che si andrebbe a spezzare. Nell'area, oltre allo stadio, ci sono anche una chiesa campestre, una zona di alto pregio storico e archeologico e il canile comunale».

La polemica tra minoranza e amministrazione comunale va avanti da mesi. «Purtroppo, nonostante le nostre sollecitazioni e interrogazioni consiliari, non abbiamo ricevuto risposta – dice Antona –. Ricordiamo al sindaco e alla giunta che i consiglieri di “A cara a ventu” non agiscono solo per proprio conto, in questo caso siamo continuamente sollecitati dai cittadini che chiedono di essere informati sui pro e i contro di questa scelta calata dall’alto».

La Antona sottolinea che il progetto per la realizzazione dell'isola ecologica inviato all’Unione dei comuni alta Gallura aveva ottenuto il nulla osta per la costruzione nell’area artigianale Li Lucianeddi, non per quella di Buoncammino. «Nella delibera di giunta – spiega la capogruppo -, si dà atto che non vi siano corsi d'acqua censiti dal Pai, invece, dalla cartografia risulta che la zona attigua a quella prescelta sia attraversata da un corso d’acqua che la pone fra le aree a pericolo di piena (Hi4). Un dato che non va sottovalutato anche in considerazione di un possibile inquinamento dei corsi d’acqua causate da eventuali infiltrazioni dovute alla pulizia dei mezzi e del deposito dei rifiuti».

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