La Nuova Sardegna

Olbia

Sole di Gallura a rischio chiusura, caccia aperta a nuovi finanziatori

di Giandomenico Mele
Sole di Gallura a rischio chiusura, caccia aperta a nuovi finanziatori

La residenza sanitaria affoga nei debiti e chiede l’intervento al sindaco e all’assessore ai servizi sociali Martedì vertice in Comune con sindacati e cda della Rsa ma già ieri c’è stato un picchetto di protesta

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OLBIA. Caccia a nuovi imprenditori. La sopravvivenza della Rsa Sole di Gallura passa per la testa e le tasche di uno o più finanziatori in grado di salvarla dai debiti nei quali rischia di affogare. La cooperativa La Fenice ha dato mandato al Comune, prioritariamente al sindaco, Gianni Giovannelli e all'assessore ai Servizi sociali, Rino Piccinnu, di trovare interlocutori capaci di immettere quella liquidità che consenta di pagare gli stipendi ai dipendenti e non dover chiudere un servizio fondamentale.

Tavolo di crisi. Quello che si potrebbe definire come un tavolo di crisi in sede istituzionale è stato convocato per martedì alle 10,30 nella sala Giunta del Comune. Con i rappresentanti del cda della cooperativa La Fenice, presieduto da Edi Pisu, ci sarà Luisella Maccioni, segretario Funzione pubblica della Cgil Gallura, i rappresentanti di Cisl e Uil, oltre una delegazione del Comitato parenti dei pazienti della Rsa, presieduto da Matteo Moro. «L'assessore Piccinnu ci ha presentato la richiesta e invitato ufficialmente all'incontro - spiega la Pisu -. Abbiamo dato mandato e ampia disponibilità al sindaco per verificare se esista un soggetto interessato a rilevare il servizio e salvare questi posti di lavoro». Mentre il cda era riunito nel palazzo in via Tavolara, all'esterno la Cgil organizzava un picchetto di protesta. Sul tavolo per prima cosa gli stipendi arretrati. Sei mensilità, più la tredicesima. «Ci siamo impegnati a pagare una mensilità al mese, poi gli ospiti sono diminuiti, il fatturato si è dimezzato e non siamo riusciti a mantenere le promesse - spiega ancora la presidente - va comunque detto che quando sono arrivata io nel 2005 gli stipendi venivano già versati in ritardo. E' una situazione che si trascina da tempo».

No alla messa in liquidazione. Per ora sembra scongiurata la messa in liquidazione. Smentendo le notizie fornite inizialmente dall'assessore ai Servizi Sociali, la presidente Pisu e il cda hanno negato che la possibile messa in liquidazione della cooperativa fosse oggetto del consiglio di amministrazione convocato per ieri mattina. «Abbiamo una situazione delicata, rischiamo che i pazienti vengano trasferiti a Tempio, dove c'è una struttura pronta ad aprire - ha sottolineato Rino Piccinnu -. Qui c'è il rischio che si chiuda, potrebbe esserci la messa in liquidazione. Cercheremo un imprenditore che sia pronto a costituire una nuova cooperativa che prenda in carico tutti i dipendenti attualmente in organico». Il problema è quello della redditività. Per ora la Rsa viaggia a basso regime. Pochi pazienti, pochi soldi. L'equazione a somma zero dice stipendi arretrati e servizio non all'altezza. «Se la Asl continua a mandare i pazienti a Padru non troveremo nessuno disposto a rilevare la cooperativa e investire del denaro - prosegue Piccinnu -, la Asl deve garantire che i pazienti vengano ricoverati nella Rsa Sole di Gallura e non in altre strutture».

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