Liscia: l’acqua aumenta, ma non basta
Dai 30 milioni di metri cubi di due mesi fa si è saliti ai 45 milioni di questi giorni: l’allarme siccità non è ancora passato
LURAS. Se in tutti gli altri bacini idrici della Sardegna è rientrato l’allarme siccità, la guardia rimane ancora alta per il Liscia. Attualmente, sono presenti poco più di 45 milioni di metri cubi d'acqua che sono stati raccolti dalla natura quasi meticolosamente durante le ultime piogge che hanno interessato il nord Sardegna. Una goccia nel mare, anzi nel lago. Però, qualcosa di importante visto il periodo. Basti pensare che alla fine del mese di gennaio, 60 giorni fa, il bacino è arrivato a contare poco più di 30 milioni di metri cubi d’acqua. L'importanza del lago che si trova quasi tutto in territorio lurese, interessa il mondo dell'agricoltura, dell'allevamento e del turismo. Se è vero che la stagione turistica 2016 avrà il 19 per cento di presenze in più, come si potranno affrontare le ondate turistiche nei prossimi anni se non c'è l'acqua? Un metodo ci sarebbe: mettere le acque a sistema. Ovvero: sfruttare tutte quelle vicine e farle confluire nel Liscia ma, anche, creare dei piccoli (o grandi) bacini satellite che andrebbero a creare una vera e propria rete idrica. A parlarne è Nicola Midulla, consigliere comunale di Olbia ma attivo nel territorio dell'Alta Gallura (viste le sue origini luresi e calangianesi). «La Gallura aspetta circa il 18-19 per cento di turisti in più ma li accoglie sempre con problemi strutturali. La Regione deve prendersi a cuore il nostro territorio considerando l'aumento degli arrivi e la crescita annuale di 900 abitanti di Olbia», dice Midulla. Chi potrebbe andare in aiuto al Liscia? «In prima ipotesi si parte da lontano - spiega l'esponente di Centro Democratico -, con una possibile adduzione di acque da Pedra Maiore, Badesi, del valore di 300-400 litri d'acqua al secondo, che andrebbero in aiuto alla Gallura. D'altronde va a morire al ponte del Liscia. Più vicino c'è la diga del Paddhjolu sul Limbara che se fosse collegata col Liscia darebbe 1000 litri d'acqua al secondo al bacino andando anche ad esaudire le richieste idriche di Sant'Antonio». Alcuni vedrebbero bene anche un'intersezione con il rio Taroni. Dopo varie sollecitazioni di Midulla, la Regione dovrebbe pensare a infrastrutturare la Gallura anche a livello idrico. «Si potrebbe pensare di creare un sistema Liscia anche facendo nascere altre dighe o bacini di raccolta che, quando non c'è acqua nel Liscia, servirebbero al turismo ma, anche, al comparto agropastorale e per le eccellenze del settori bovino e ovi-caprino. Per esempio, c'è il rio san Simone, sotto Telti, che potrebbe essere raccolto in diga per 20 milioni di metri cubi d'acqua. In aggiunta abbiamo il Padrongianus e il rio Vignola per un totale di 50 milioni di metri cubi d'acqua. Una cosa importante - chiude Midulla - è intercettare i bandi Por europei 2015/2020. Spetta alla politica locale spingere su Cagliari dove c'è una giunta che potrebbe accogliere le richieste».
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