Arzachena, via all’accordo con il Banco di Sardegna
Il consiglio comunale ha firmato l’intesa per riavere i terreni di Cannigione Nell’area sorgerà un parco pubblico. Opposizione critica: «Intesa poco chiara»
ARZACHENA. Il Consiglio comunale ha dato il via libera all'accordo tra il Banco di Sardegna e l'amministrazione Ragnedda per la cessione dei terreni all'ingresso della frazione di Cannigione, confiscati nel 2004 alla criminalità organizzata e sui quali l'istituto di credito vantava una vecchia ipoteca. Tra non molto, 7 ettari e mezzo dei complessivi 9 ettari di macchia mediterranea - il valore stimato si aggira sugli 88 mila euro – faranno parte del patrimonio immobiliare comunale. La massima assise cittadina ieri ha approvato la delibera di giunta che incarica il dirigente all'Ambiente ad apporre la firma sull'atto di cessione.
Il dibattito. I sette consiglieri delle minoranze presenti in aula frenano l'entusiasmo del sindaco e della maggioranza: al momento del voto abbandonano l'aula. «Per l'amministrazione Ragnedda riappropriarsi dei terreni confiscati alla criminalità organizzata è un grande successo – dichiara il capogruppo di maggioranza Gianmario Orecchioni -. È un bene immobile che metteremo a disposizione dei cittadini. Come noto, nell'area intendiamo costruire un parco pubblico». Controbatte il capogruppo di Arzachena concreta, Efisio Onali: «Un successo? Senza dubbio tornare in possesso dei 7 ettari e mezzo dei terreni confiscati alla banda della Magliana è meglio di niente, però non direi che la cessione sia un atto di generosità da parte dell'istituto di credito. Ha ceduto l'area non edificabile». I consiglieri di opposizione motivano così l'uscita dall'aula. «Nell'annosa vicenda giudiziaria che si trascina da oltre dieci anni ci sono aspetti poco chiari. Ad esempio – spiega Onali -, durante il dibattito non è stata mostrata alcuna cartografia della zona, avremmo voluto approfondire meglio la questione. Sicuramente ci sono state inefficienze, non solo da parte dell'attuale amministrazione comunale».
Parco pubblico. Dopo il passaggio in Consiglio, tra qualche settimana, il dirigente all'Ambiente, Antonio Maria Era, sarà chiamato a sottoscrivere l'accordo col Banco di Sardegna. «Poi il progetto per la realizzazione del polmone verde sarà riproposto alla Regione – annuncia Orecchioni -, che a suo tempo aveva già accordato finanziamenti. Il parco sarà realizzato lungo un percorso che interessa la zona umida della foce del rio San Giovanni e dello stagno di Saloni».
Puc. Il Consiglio ha poi approvato a maggioranza l'adozione dello studio di compatibilità idraulica finalizzato al Puc. «È un'integrazione della carta dei vincoli idrogeologici – commenta il capogruppo di minoranza Efisio Onali -, mantenendo la posizione assunta nella precedente discussione in aula, abbiamo votato contro perché secondo noi il quadro è incompleto, servono studi più approfonditi, presenteremo le nostre osservazioni in fase di variante al Pai».
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