La Nuova Sardegna

Olbia

Calangianus, il sughero re in tv

di Sebastiano Depperu
Calangianus, il sughero re in tv

Gli imprenditori Molinas e Grindi protagonisti nel programma di Luca Sardella

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CALANGIANUS. Calangianus e i suoi tesori, qualche giorno fa, hanno avuto la ribalta nazionale grazie alla trasmissione “Il pollice verde sono io” condotta da Luca Sardella. In primo piano, ancora una volta, il sughero, patrimonio del paese e di tutta la Sardegna. A parlane è stato l’agronomo Battista Giannottu che ha accompagnato il conduttore attraverso le sugherete, assieme al giornalista Nino Scampuddu.

Il sughero si promuove, dunque, e si fa conoscere anche fuori dalla Sardegna, svelandone le sue peculiarità. Lo stesso Sardella ha ammesso di scoprire notizie nuove dalle parole dei due suoi interlocutori. Il momento clou è stato raggiunto quando si è parlato di produzione e di tappi e di sughero usati in maniera alternativa.

Il giovane imprenditore Giuseppe Molinas ha portato la troupe televisiva all’interno dell’azienda di famiglia, perno della produzione isolana di tappi e altri prodotti in sughero. «Il sugherificio Peppino Molinas e figli spa” esiste da quattro generazioni. «Lavoriamo 50mila quintali di sughero in 8mila ettari di terreno di nostra proprietà e sotto la nostra azienda abbiamo una falda acquifera e usiamo quell’acqua per le varie fasi della lavorazione – ha raccontato Giuseppe Molinas – Il materiale, non serve solo per i tappi: già 3500 anni fa, nei nuraghi veniva utilizzato come isolante. E anche adesso è importante metterlo nelle case perché le fa traspirare. È un ottimo isolante termico e acustico». Un insolito utilizzo del sughero, sconosciuto a tanti.

Ma c’è anche chi, come la stilista Anna Grindi, con la fibra di sughero ci fa i vestiti. La stilista ha presentato i suoi lavori nei locali dell’azienda “Bonvicino”. «Ho creato una fibra di sughero – ha detto in tv Anna Grindi – Faccio parte di una famiglia di pionieri del sughero. Facevo la stilista e ho pensato, dopo varie ricerche, a dare vita al tessuto. Sono stata criticata ma anche corteggiata da grossi industriali per vendere il brevetto, laciandolo in Italia anche se a me piace chiamare i prodotti made in Sardinia».

Dopo il sughero, c’è stato anche lo spazio per presentare i prodotti tipici della cucina locale, come la zuppa gallurese, attraverso il panificio Pasella (per il pane) e il ristorante Tirabusciò (per la realizzazione del piatto). Nel finale, dolci. Le dolcezze di mandorle (e altre) di Alessandra e Francesca di “Lu Rutigliu”.

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