Duemila in marcia in difesa della sanità
Grande partecipazione alla manifestazione organizzata dal Popolo dei lucchetti contro i tagli ai servizi ospedalieri
TEMPIO. Oltre duemila persone hanno partecipato ieri mattina alla marcia in difesa del Paolo Dettori, organizzata dal Popolo dei lucchetti. Una nuova prova di forza della città dopo la recentissima fiaccolata che nella notte freddissima dell’otto marzo, Festa della donna, aveva visto sfilare imperterriti, sotto la pioggia e la grandine, per lo stesso motivo, un migliaio di persone. Ieri mattina, in una giornata baciata dal sole, ad aprire il corteo, partito da Piazza Gallura, sono stati i bambini delle scuole materne e delle elementari seguiti subito dopo dalle autorità politiche, sindaci e amministratori comunali in rappresentanza dei comuni dell’alta Gallura, dell’Anglona e della bassa valle del Coghinas, fruitori quotidiani del Dettori.
Fasce tricolori. Molto apprezzata e applaudita la presenza, accanto al sindaco Biancareddu, alla sua giunta, ai consiglieri di maggioranza e minoranza, del sindaco di Santa Teresa di Gallura e di Sant’Antonio di Gallura che non hanno esitato a sfilare con la fascia tricolore. A significare che la partecipazione in quella marcia era anche delle loro comunità. Chiaro e forte il segnale a chi di dovere. “Il diritto alla Sanità ed il Paolo Dettori non si toccano”. Il messaggio urlato, ripetuto all’infinito ha attraversato la città, per oltre due ore, da Piazza Gallura sino all’ingresso del Dettori.
Emozioni. I partecipanti, e tra loro tantissime associazioni, consci del momento cruciale, hanno vissuto la manifestazione con diversi stati d’animo e diverse emozioni. Fra le più coinvolgenti, quella vissuta all’arrivo sul piazzale dell’ospedale quando, al clamore della gente, si è aggiunto l’urlo degli studenti dell’antistante Istituto di Istruzione superiore Ferracciu-Pes per Ragionieri e Geometri che dalle finestre hanno manifestato la loro solidarietà. Sicuramente da tenere in conto questa loro disponibilità, così come quella espressa da tanti altri cittadini, durante il percorso, «nel momento in cui – come ha detto Biancareddu nel suo intervento finale – andremo a Cagliari per vedere in consiglio regionale chi vota e come vota».
Interventi. Applauditi gli interventi di Nicola Luciano del Popolo dei lucchetti, dei sindacalisti, di Giomartino Loddo, sindaco di Calangianus ed infine di Andrea Biancareddu. Durissimo il discorso del sindaco che dopo avere nominato uno per uno gli attuali ideatori della riforma sanitaria e gli esecutori locali, ha avvertito gli stessi perché rivedano le loro decisioni, «non per soddisfare un nostro capriccio – ha detto – ma per una questione di giustizia e di equità. Un diritto costituzionale, come quello della salute, non li può calpestare né Pigliaru, né Arru, né Tecleme». Da Biancareddu, (che ha ribadito puntigliosamente una per una le carenze del Dettori, elencate qualche giorno fa e i soprusi messi in atto quotidianamente dal Ccmmissario), infine, il ringraziamento al territorio e alla città per la partecipazione. Un grazie al popolo dei Luchetti e un avvertimento finale. «Il Dettori non si tocca – ha urlato –, lo invaderemo e dovranno portarci via di peso uno per uno. Sarà difficile perché siamo in tanti».
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